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“Ius soli, ius culturae, una scelta di civiltà”: se ne parla in un dibattito del Pd

di Redazione
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Debutta con un’iniziativa pubblica il Pd di Manciano, uscito completamente rinnovato dal congresso. L’incontro su “Ius soli, ius culturae, una scelta di civiltà”, che si terrà sabato 2 dicembre, alle 17, al Nuovo Cimena Moderno, in via Marsala, a Manciano, organizzato in collaborazione con i Giovani Democratici di Grosseto, punta a informare i cittadini su che cos’è lo Ius soli, la legge in attesa di definitiva approvazione che tanto fa discutere e divide. Ma che molti non conoscono o travisano, pensando che sia rivolta indifferentemente a tutti gli immigrati che arrivano nel nostro Paese.

Pensiamo che l’informazione sia necessaria per evitare che questa legge venga interpretata in maniera scorretta e utilizzata come strumento di rifiuto o di discriminazione – dichiara Hannah Lesch, la giovane segretaria dell’Unione comunale del Pd mancianese -. Perché è importante lo Ius soli? Perché è un passo necessario per raggiungere una piena integrazione di chi è già parte attiva nella nostra società. E perché i bambini nati e cresciuti nel nostro paese possano sentirsi davvero italiani”.

“Attualmente, sono circa 800mila i bambini nati in Italia da genitori immigrati, bambini che frequentano regolarmente i nostri cicli scolastici, studiano e giocano con i nostri figli, parlano la nostra lingua – si legge in un comunicato del Pd di Manciano -. Nel nostro Paese possono chiedere la cittadinanza solo allo scadere della maggiore età, perché in Italia vige lo Ius sanguinis, cioè la “legge del sangue”: sei cittadino italiano se i tuoi genitori lo sono. Per correggere questa palese disparità, la maggioranza di governo ha portato in Parlamento un disegno di legge basato sul principio dello Ius soli temperato: approvato alla Camera nel 2015, è in attesa di essere discusso in Senato. La legge prevede il diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati che da tempo vivono e lavorano in Italia, o che hanno seguito un percorso scolastico”.

La legge è definita “temperata” perché si basa su due criteri differenziati e sulla revisione dello Ius soli puro. Un bambino nato in Italia potrà diventare automaticamente italiano se almeno uno dei genitori si trova legalmente nel nostro paese da un minimo di cinque anni. Con lo Ius culturae, invece, acquisterà la cittadinanza il ragazzo che è nato in Italia o che ci è arrivato entro i 12 anni, e che ha superato almeno un ciclo scolastico.

Lo Ius soli, che ci deriva dalla cultura giuridica romana, è estremamente avanzato – sostiene il sociologo e senatore Luigi Manconiperché riconosce che il diritto di cittadinanza si basa non sul ‘barbarico’ legame di sangue, ma sul legame sociale di chi fa parte di una collettività”.   

Il programma

Ecco il programma dell’inizativa:

  • apertura di Federico Badini, segretario dei Giovani Democratici di Grosseto;
  • video-intervista a Luigi Manconi, presidente della commissione del Senato per la tutela dei diritti umani e autore del libro “Non sono razzista, ma…”;
  • dibattito con Maurizio Melani, docente di relazioni internazionali, già ambasciatore in Africa e Medio Oriente; Federica Fantozzi, giornalista e scrittrice; Bruno Manfellotto, opinionista de L’Espresso.

Concluderà il dibattito, moderato dalla giornalista Donatella BorghesiHannah Lesch, segretaria dell’Unione comunale del Pd di Manciano.

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