“La Tari, introdotta nel 2014 dalla Legge 147/13, serve a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. È tenuto a versarla chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte che possono produrre immondizia. Insieme all’Imu e alla Tasi costituisce la Iuc, l’Imposta unica comunale“.
A dichiararlo è Daniele Pizzichi, consigliere comunale del gruppo misto a Follonica.
“Si apprende dai quotidiani che in questi ultimi anni molti Comuni avrebbero sbagliato il calcolo della Tari – spiega Pizzichi -. Sembrerebbe esservi un errore nel computo della quota variabile del tributo che ha fatto aumentare a dismisura il prelievo, a spese di milioni di italiani, anche fino al doppio del dovuto. La grave irregolarità è venuta alla luce nel corso di un question time a Montecitorio”.
“La tassa comprende una quota fissa e una variabile – continua Pizzichi -. La parte fissa dipende da quanto è grande la casa: è in proporzione ai metri quadrati dell’abitazione. La parte variabile, che di fatto serve ad adeguare il prelievo ai rifiuti prodotti, cresce secondo il numero dei membri della famiglia. L’errore? La quota variabile andrebbe calcolata una sola volta sull’insieme di casa e pertinenze immobiliari (ovvero posti auto, cantine, soffitte, box), tenuto conto del numero dei familiari. L’esistenza di svariate pertinenze infatti, non accresce la quantità d’immondizia prodotta dal nucleo familiare. Mentre i Comuni accusati di averla maggiorata l’avrebbero applicata tante volte quante sono le pertinenze dell’abitazione, come se l’immondizia lievitasse in presenza di più pertinenze“.
“I contribuenti-vittime si sono così trovati una bolletta in cui, oltre alla quota fissa (legata ai metri quadri della casa), c’è una quota variabile (legata al numero degli abitanti della casa), moltiplicata tante volte quante sono le pertinenze. Ad esempio: chi ha una casa con 125 metri quadrati complessivi, di cui 100 di casa, 15 di garage e 10 di cantina ha pagato la quota variabile non una (come dovrebbe essere) ma tre volte. Il risultato? Bolletta quasi raddoppiata – conclude Pizzichi -. Una notizia davvero allarmante, capitasse mai una volta che la burocrazia fiscale sbagliasse a favore del cittadino. Ho deciso di presentare una domanda di attualità (novità del nuovo regolamento del consiglio comunale, art.20 comma 6) urgente al sindaco per il prossimo consiglio comunale per capire se anche a Follonica vi sia stato questo errore e se i cittadini follonichesi hanno versato di più di quanto dovuto“.

