“Notte rosa per l’evento occorre un servizio di sicurezza a carico degli esercenti. E così per tutte le manifestazioni”.
A dichiararlo è Ettore Chirici, capogruppo di Gente di Follonica nel Consiglio comunale della Città del Golfo.
“E’ l’effetto della cosiddetta ‘Circolare Gabrielli’, Capo della Polizia, emanata dopo gli eventi di piazza San Carlo a Torino: come al solito, per rimediare ad errori che hanno coinvolto tutto il sistema di sicurezza ed ordine pubblico di quella serata, si ricorre a misure farraginose, complicate che scoraggiano i promotori delle iniziative – spiega Chirici -. In Italia abbiamo questa cattiva abitudine, invece di capire cosa non ha funzionato (e le regole già esistono), si emanano nuove direttive. Si pensa forse che due macchine poste ad un ingresso siano in grado di impedire un’azione terroristica? E nelle vie principali di paesi e città, negli orari di maggior affollamento (via Roma a Follonica, ad esempio) ci sono meno rischi della Notte rosa? Negli anni ’70, di fronte all’emergenza terrorismo, Camarlinghi a Firenze e Niccolini a Roma inventarono le notti, i grandi eventi cittadini di cultura e di spettacolo. Oggi tendiamo verso il contrario, penalizzando ovviamente non il megaconcerto (che già prevede nel budget elevati costi per la sicurezza senza bisogno della ‘Circolare Gabrielli’), ma la miriade di piccole iniziative. Il Comune di Fiesole, ad esempio, ha annullato i fuochi di artificio per la festa del Patrono“.
“Non è colpa certo dei Comuni, quanto di un sistema complessivamente impazzito, che non sa più misurare la rilevanza delle questioni e, per non avere responsabilità, le scarica su altri. Credo necessario che il Comune di Follonica si faccia promotore di una posizione unitaria con gli altri Comuni per definire più seriamente e più semplicemente criteri che mantengano la possibilità reale degli eventi e portarla al confronto con Prefetto e Comandi preposti all’ordine pubblico – termina Chirici -. Indirizzi che permettano la facile gestione di situazioni ordinarie e normali in qualunque cittadina. Inoltre, è bene che direttamente ed attraverso l’Anci (l’Associazione dei Comuni) gli Enti locali protestino contro queste astruse disposizioni”.

