Sabato primo luglio, alle 18, l’Accademia del Libro propone, alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, la presentazione del libro di Maria Vittoria Marini Clarelli “Pezzi da museo – Perché alcuni oggetti durano per sempre” (Carocci, 2017)
Ne parla con l’autrice Caterina Bon Valsassina, direttrice generale per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; introduce Marilena Pasquali.
Le cose che diventano pezzi da museo possono essere di gran valore o solo di uso comune, ma sono state tutte scelte per aiutarci a ricordare chi siamo. Per questo debbono subire una trasformazione radicale, smettendo di essere utilizzabili per diventare capaci di sfidare il tempo, non solo con i loro significati, ma anche con la loro presenza fisica. Nella vicenda dei pezzi da museo si alternano cura e distruzione, raccolta e dispersione, fama e oblio. Di loro si sono occupati scrittori e poeti, artisti e scienziati, filosofi e politici. Queste tracce materiali della nostra identità culturale servono a raccontare una storia diversa da quella basata solo sui documenti scritti. Il nostro rapporto con loro però non è solo intellettuale, ma ha anche un risvolto misterioso: l’aura, che è una percezione più profonda e carica di risonanze. Così, fra tutte le cose del mondo, i pezzi da museo sono quelle alle quali spetta il destino di significare di più e più a lungo per le persone.
Maria Vittoria Marini Clarelli, nota storica dell’arte e autrice di diverse pubblicazioni, è stata per dieci anni, dal 2004 al 2014, Soprintendente alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma. Attualmente dirige l’Ufficio studi della Direzione generale educazione e ricerca del Mibact.

