Sabato 13 maggio, alle 18, alla biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano, Claudio Rosati terrà una conversazione, dal titolo che riporta un antico detto maremmano, per introdurre un tema che riveste grande importanza nella storia di questa terra: “Per fare un buon Maremmano, uomo di Pistoia e donna di Montemerano”.
I carbonai, storia e cultura
La “migrazione” dei carbonai e dei pastori transumanti dall’Appennino tosco-emiliano verso la Maremma ne ha segnato profondamente la storia. E in particolare, è proprio dalla montagna pistoiese che partivano i carbonai che nei mesi invernali lavoravano nella Maremma toscana, tanto da essere qui chiamati semplicemente “i pistoiesi”. La loro fu una massiccia migrazione che portò poi anche, attraversando il Tirreno, in Sardegna e in Corsica gli esponenti di questo antico mestiere, uno dei più rappresentativi del nostro territorio, legato tra l’altro allo sviluppo dell’industria del ferro. I carbonai pistoiesi, così come i loro colleghi e i pastori provenienti dal Casentino e dal Mugello, si fermarono spesso in Maremma sposando le donne del luogo e dando origine a moltissime delle attuali famiglie, i cui cognomi richiamano ancor oggi la provenienza appenninica.
La conversazione sarà introdotta da Fabio Detti, studioso di storia materiale della Maremma, e sarà accompagnata dalla proiezione di immagini e documenti.
Claudio Rosati, che ha diretto il settore musei ed ecomusei della Regione Toscana, si occupa, in modo particolare, di museografia demoetnoantropologica. Svolge, come esperto di comunicazione pubblica e dei beni culturali, attività di docenza nelle Università di Firenze e di Pisa.

