Home GrossetoAttualità GrossetoUn venerdì di Quaresima fra cultura, preghiera e riflessioni a Grosseto: il programma

Un venerdì di Quaresima fra cultura, preghiera e riflessioni a Grosseto: il programma

di Redazione
0 commenti 14 views

Venerdì 10 marzo, alle 16.30, nella sala Friuli (in piazza san Francesco) sarà presentato il libro La santità nella Maremma grossetana. Santi, beati, venerabili ed eremiti” (edizioni Effigi), scritto da don Josè de la Torre e Tindara Rasi. Un’agile guida per conoscere di più uomini e donne di Dio “che attraverso i secoli – scrive il vescovo Cetoloni nella presentazione – hanno arricchito la Maremma”. Figure straordinarie che “hanno aiutato altri a vivere da figli e figlie di Dio”, scrive ancora monsignor Cetoloni.

Per ogni santo, beato, venerabile una scheda con i tratti agiografici, preghiere e canti della tradizione, ma anche giochi, quiz e le holy card da colorare. Una guida utile soprattutto per catechisti, insegnanti di religione, animatori di gruppi parrocchiali e oratori per far conoscere di più e meglio uomini e donne santi, che con la loro testimonianza di vita raccontano la perenne attualità del Vangelo.

La Via Crucis

Sempre venerdì, alle 17.30, la Diocesi – attraverso l’ufficio per la pastorale della cultura e la collaborazione della libreria Paoline – offre a tutti una proposta di spiritualità e di riflessione in questo inizio di Quaresima. Sarà, infatti, a Grosseto don Luigi Maria Epicoco, giovane sacerdote della diocesi de L’Aquila, teologo, filosofo, scrittore. Don Epicoco guiderà la Via Crucis nella Cattedrale di san Lorenzo, quindi offrirà una meditazione che trarrà ispirazione dal suo libro “Solo i malati guariscono. L’umano del (non) credente”. Nell’occasione la Messa delle 18 non sarà celebrata.

Il libro rappresenta il desiderio di aiutare gli altri a sviluppare uno sguardo nuovo sulla propria umanità, facendo eco alle parole di Gesù di essere venuto per i malati e non per i sani.

Fin da piccoli – scrive l’autore – facciamo esperienza dei sentieri di ritorno. Alcuni le chiamano delusioni. A me piace chiamarle esperienze di autenticità“. E così, partendo dall’episodio dei discepoli di Emmaus, l’autore aiuta a “riscoprire tutto l’umano che c’è alla base di ogni esistenza, quella di chi è su un percorso di fede e quella di chi sperimenta l’incredulità“.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: