Home FollonicaRifiuti, Pd e Gente di Follonica: “No all’Ato unico, gestione sia attinente alle esigenze dei Comuni”

Rifiuti, Pd e Gente di Follonica: “No all’Ato unico, gestione sia attinente alle esigenze dei Comuni”

di Redazione
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I capigruppo del Pd e di Gente di Follonica nel Consiglio comunale, in accordo con l’assessore comunale Mirjam Giorgieri, hanno raccolto la proposta dei Comuni del sud della provincia di Grosseto per portare nei Consigli comunali una mozione con nuovi indirizzi per l’Ato rifiuti Toscana Sud.

“Pur con alcune correzioni ed integrazioni, abbiamo presentato venerdì la mozione perché, condividendone le proposte, è fondamentale creare un ampio fronte dei Comuni per portare avanti linee innovative rispetto agli indirizzi fin qui seguiti ed ai problemi esistenti, oltre gli aspetti all’attenzione della Magistratura – spiegano Gesuè Ariganello, capogruppo del Pd, ed Ettore Chirici, capogruppo di Gente di Follonica -. Alcuni punti riguardano i costi dei servizi e della gestione: verifica della rispondenza delle tariffe rispetto ai servizi assicurati e più in generale di tutti gli oneri a carico dei Comuni da quando è stata affidata a Sei Toscana la gestione dei servizi stessi; verifica e valutazione della possibilità di rivedere i meccanismi tariffari che impongono ai Comuni quantitativi minimi di rifiuti da conferire agli impianti, come nel caso delle Strillaie, ad esempio”.

“Il ‘cuore’ della mozione sono le proposte per rivedere e rendere più efficace il ruolo dell’Ato e per dare ai Comuni maggiori capacità di iniziativa, controllo e ruolo all’interno dell’Ato stessa e nella programmazione e gestione dei servizi – continuano Ariganello e Chirici: l’Autorità di Ambito assuma la funzione della progettazione e gestione delle fasi a valle della raccolta (trattamento, recupero e riciclo, smaltimento), della riconversione in nuovi impianti di quelli ridondanti e del potenziamento per il trattamento di varie tipologie di rifiuti oggi assenti, con l’obiettivo della sostanziale autosufficienza dei nostri territori (come suggerito da più parti e soprattutto dal rapporto dell’Antitrust); ci sia la completa rivisitazione delle quote di partecipazione dei Comuni nell’assemblea (e quindi dei voti), oggi del tutto sbilanciate a favore di soli 5 enti (lo scopo è quello di valorizzare gli ambiti territoriali più ristretti in cui è suddiviso l’Ato e garantire rappresentanza e maggior aderenza alle specificità dei territori); è necessario approfondire il tema del ‘Contratto di servizio’ con lo scopo di poter scindere le attività in capo all’Ato da quelle a monte (raccolta, spazzamento, trasporto) da gestire ed affidare su basi territorialmente più piccole ed il più possibile omogenee”.

“Infine, in riferimento a queste proposte ed all’inchiesta della Magistratura, si chiede di valutare le condizioni per la risoluzione del contratto con il gestore del servizio (oggetto dell’indagine giudiziaria) e della convenzione dell’impianto di trattamento delle Strillaie; di costituirsi parte civile se e quando le indagini dovessero portare al rinvio a giudizio degli indagati. E’ il tentativo di ripensare al sistema fin qui attuato nel settore dei rifiuti, affinché sia più aderente ai territori, dia forza al ruolo dei Comuni e contemporaneamente ne favorisca le forme associate, si accresca la quantità e la qualità delle raccolte differenziate e del recupero/riciclo dei rifiuti, contenendone i costi a carico di tutti i soggetti (enti locali, cittadini, imprese). E’ anche la risposta, negativa, all’indirizzo della Giunta regionale verso un solo Ato rifiuti della Toscana – concludono Ariganello e Chirici -. Ci auguriamo che su queste proposte si trovi la convergenza dell’intero Consiglio comunale di Follonica (già il gruppo Fratelli d’Italia ha portato la medesima mozione) e poi di tutti i Comuni della zona nord e della Val di Cornia”.

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