“Come Consiglieri comunali, ci associamo a quanto già segnalato dai consiglieri di opposizione di Santa Fiora in un comunicato uscito il 20 ottobre scorso. Da mesi, a causa dei tagli al personale ed ai mezzi di trasporto perpetrati da Poste Italiane, la corrispondenza, anche nel nostro comune, viene consegnata a singhiozzo, rimanendo per giorni stipata nella sede centrale“.
A dichiararlo, in un comunicato, sono Davide Mariotti e Maurizio Cinelli, consiglieri comunali del gruppo di opposizione “Ricostruire in Comune” a Roccalbegna.
“Questo causa un notevole disservizio per la cittadinanza, soprattutto quella più anziana del comune di Roccalbegna, già costretta ad arrangiarsi a causa della chiusura dell’ufficio postale di Cana e del ridimensionamento delle aperture nelle frazioni. Chiusure degli uffici che, al momento, sembrano sospese, ma che sappiamo riprenderanno copiose con l’avvento del nuovo anno – spiegano i consiglieri –. Purtroppo Poste Italiane, un tempo al servizio dei cittadini, ha da tempo sviluppato una mentalità puramente imprenditoriale. Gli uffici meno frequentati, e quindi meno remunerativi, vengono smantellati con un colpo di spugna, con arroganza, e senza rispetto per i piccoli risparmiatori che contribuiscono agli utili dell’azienda. Utili che, solo nel 2015, sono stati di circa 552 milioni di euro. Come se non bastasse, i sindacati postali parlano addirittura di una svendita di Poste ad una cordata cinese“.
“Invitiamo il sindaco Galli e la sua squadra a mobilitarsi in prima persona, senza limitarsi agli spot e ai proclami fatti fino ad ora. E’ necessario agire nelle sedi preposte, facendo presente il grave disservizio subito finora dalla cittadinanza, e segnalando la questione al Prefetto, come stiamo facendo noi dell’opposizione, in aggiunta alla raccolta di firme per la petizione popolare – continua il comunicato -. Come gruppo di opposizione intendiamo anche contestare il ruolo ambiguo di Cassa Depositi e Prestiti, ente che gestisce il deposito dei libretti postali, e che negli anni passati svolgeva un ruolo fondamentale per le amministrazioni pubbliche. Tale ente poteva garantire la rinegoziazione dei tassi di interesse sui mutui ( il comune di Roccalbegna ad esempio ne ha contratti talmente tanti negli ultimi 10 anni da non poterne più accendere di nuovi, e continua a pagare ingenti somme di denaro sugli interessi maturati). Allo stato attuale Cassa Depositi e Prestiti ha subito pesanti privatizzazioni delle proprie quote, cominciando a perdere quel ruolo di supporto sociale per piccole e medie imprese ed enti pubblici che una volta ricopriva“.
“In un contesto storico in cui, se vincesse il ‘Sì’ al referendum del 4 dicembre, gli amministratori locali e la cittadinanza verrebbero allontanati sempre di più dal potere decisionale riguardo la propria collettività – terminano i consiglieri –, i rappresentanti dei cittadini all’interno del consiglio comunale di Roccalbegna sono richiamati al loro dovere, ed invitati a gran voce al costante controllo e monitoraggio dei diritti della popolazione“.

