Un appuntamento importante quello di domenica 11 settembre a Manciano, con il 13esimo incontro biennale di studi dedicato alla preistoria e protostoria dell’Etruria.
Dopo gli incontri tenuti lo scorso 9 settembre a Valentano, in provincia di Viterbo, e sabato 10 settembre, a Pitigliano, domani è la volta di Manciano, al cinema Moderno, in cui si conclude la tre giorni dal tema “Armarsi per comunicare con gli uomini e con gli Dei. Le armi come strumenti di attacco e di difesa, status symbol e dono agli Dei”.
“Gli incontri di preistoria e protostoria in Etruria – spiega il direttore dei musei di Manciano e Saturnia, Massimo Cardosa – sono un evento biennale che vede riunirsi nel cuore della Maremma i principali studiosi italiani e stranieri che si occupano della terra degli Etruschi prima della comparsa degli Etruschi. Il primo convegno si è svolto nel 1991 e da allora è diventato un appuntamento importante, non solo per il livello delle relazioni presentate, ma anche per la sua costante regolarità a cui si accompagna la pubblicazione regolare degli atti, cosa che tanti convegni, specialisti e non, spesso non riescono a fare. Il convegno tradizionalmente si svolge almeno in una sede laziale e in una toscana, ad abbracciare entrambe le regioni che comprendono l’Etruria. Le ultime edizioni si sono svolte a Pitigliano e Valentano, cui si è aggiunto Manciano, ma in passato ha anche toccato Montalto di Castro, Farnese, Sorano e Saturnia”.
“Siamo orgogliosi – dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Manciano, Giulio Detti – che anche Manciano sia meta di appuntamenti così importanti. Quest’anno la nostra città chiude uno dei convegni più importanti del centro Italia per quanto riguarda la pre e la protostoria. Manciano, dunque, non è solo turismo, enogastronomia, ma anche cultura con i suoi musei e da oggi anche con questo prestigioso incontro che vede riunirsi intellettuali provenienti da tutta Italia”.
Dopo lo studio dedicato alle diverse epoche della pre e protostoria dell’Etruria, per ricostruire l’avvicendarsi delle comunità che, in ultima analisi, hanno contribuito alla formazione della nazione Etrusca e dopo l’analisi dei paesaggi, sia reali che “mentali”, l’incontro del 2014 in Maremma ha esplorato alcuni aspetti relativi ai comportamenti delle più antiche popolazioni dell’Etruria.
“E’ sembrato – spiegano gli organizzatori del convegno – che uno degli aspetti più interessanti fosse l’analisi di quelli che vengono chiamati oggetti di ornamento, ma che non sempre avevano una funzione così limitata: si indossavano anche per ostentare, da vivi e da morti, la propria ricchezza e l’appartenenza a ceti sociali elevati. Sebbene anche gli uomini amassero indossare ricchi ornamenti e vesti preziose, i gioielli erano tuttavia legati principalmente al mondo femminile. Gli uomini, fin dall’Eneolitico, intendevano connotarsi come guerrieri in armi: le armi rivelavano il loro valore personale e la loro appartenenza sociale. Le armi avevano quindi diversi significati: servivano per difendersi dai nemici e per annientarli, nei momenti di pace per ostentare il proprio valore e la ricchezza della propria famiglia. Come le ricche dame indossavano i gioielli nelle cerimonie ufficiali, così i capi mostravano le armi più preziose, spesso ornate in modo da non essere più funzionali, ma solo simboliche.
Nei funerali le armi, come i gioielli, erano deposti nella tomba, sottraendo in tal modo ai discendenti interi patrimoni. Armarsi dunque significa anche voler comunicare qualcosa di sé, e nello stesso tempo entrare in contatto con le divinità e chiedere loro protezione. Una analisi di questo tipo, integrata con le osservazioni suggerite da epoche storiche più recenti, può permettere di comprendere meglio la mentalità e i comportamenti delle comunità ora estinte e non più osservabili”.
Nella giornata di domenica sarà possibile visitare il museo di preistoria e protostoria della Valle del fiume Fiora e la sezione della mostra “Marsiliana d’Albegna”.

