Home Grosseto“Ttip – Sovranità e libero mercato”: se ne parla in un incontro a Grosseto

“Ttip – Sovranità e libero mercato”: se ne parla in un incontro a Grosseto

di Redazione
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Alla vigilia delle importanti manifestazioni europee e nazionali contro il Ttip, il comitato Stop Ttip di Grosseto, in collaborazione con Attac Grosseto e Forum Cittadini del Mondo RA, promuove un’iniziativa pubblica, in programma mercoledì 3 marzo, alle 16, al Caffè de’ lavatoi, in via dei lavatoi 8, a Grosseto.

L’appuntamento si intitola “Ttip – Sovranità e libero mercato – La nuova Costituzione neoliberista“. Interverrà Sara Leoncini, esperta della materia.

Cosa è il Ttip?

Il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Transatlantic trade and investment partnership – Ttip) è un trattato di libero scambio che l’Unione Europea è chiamata a concludere con gli Stati Uniti – spiegano gli organizzatori dell’incontro -. Questa trattativa, con la scusa di un’armonizzazione delle normative sul libero commercio, antepone il mercato e gli interessi privati a quelli della collettività e apre ad una riduzione degli standard sociali e ambientali. Le trattative sul Ttip si sono svolte finora a porte chiuse: Parlamenti nazionali e cittadini non sono adeguatamente informati su normative che potrebbero invece incidere sui loro diritti”.

Ci sono 4 motivi per dire ‘No’ al Ttpicontinuano: la sicurezza alimentare, perchè sono a rischio le norme europee su Ogm, sull’uso di pesticidi e sull’etichettatura dei prodotti; l’agricoltura, perché aprire le porte ai prodotti dell’agricoltura industriale americana vorrebbe dire mettere in ginocchio agricoltura sostenibile e piccoli coltivatori; l’energia e il clima, in quanto gli standard previsti dalla normativa europea nel settore energetico sono di intralcio al libero mercato, ad esempio potrebbero essere abbattuti i limiti sulle tecniche di fracking o facilitare l’esportazione di petrolio da sabbie bituminose; la chimica, poiché negli Stati Uniti il principio di precauzione non vale e le sostanze chimiche sono considerate sicure, fino a prova contraria, esattamente l’opposto di quanto accade in Europa. I nostri standard potrebbero essere fortemente indeboliti”.

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