Le certezze in politica non esistono e la corsa per le prossime amministrative lo dimostra.
In questo momento, tutto ruota attorno al Pd ed ai suoi problemi interni che stanno creando molti vantaggi ai prossimi avversari, soprattutto se sapranno sfruttarli. Quello che è accaduto a Grosseto è sotto gli occhi di tutti ed anche le Primarie che, solitamente, vengono esaltate come un grande momento di partecipazione, rischiano di essere solo una corsa “ad excludendum” nei confronti del vice sindaco Paolo Borghi.
Corsa che, però, potrebbe anche avere l’effetto di rafforzarlo ancor di più se dovesse vincerle contro Lorenzo Mascagni,che è sorretto dalla gran parte dell’apparato del Pd, dalla giunta uscente, compreso il sindaco Bonifazi, e, sicuramente, dal Psi (anche se i battitori liberi pronti a sostenere Borghi sembrano esserci anche in casa socialista).
Dal canto suo il Vice Sindaco, che (usando un termine ricorrente tra i democratici) sembra essere il candidato vero della discontinuità almeno nella coalizione, sta portando con sé, oltre alla maggioranza dei membri dell’assemblea Pd e le firme di più di mille cittadini, le liste civiche (di sicuro Gente di Grosseto, forse anche Fare Grosseto) che potrebbero essere un valore aggiunto, in termini di voti, nella successiva sfida per la poltrona di sindaco.
E qui è decisamente attivo con il centrodestra riunito Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che è entrato subito forte nella cronaca politica (al momento il tema della sicurezza sembra essere il suo cavallo di battaglia), dove era già attivo da settimane anche il Movimento Cinque Stelle con il suo candidato Giacomo Gori.
C’è poi tutto il gruppo di liste civiche, che hanno chiesto un impegno diretto a Giovanni Lamioni che, per ora, ha declinato l’offerta. Una prima assemblea che si è tenuta venerdì scorso ed alla quale non è sfuggita la presenza di Paolo Borghi e di un nutrito gruppo di esponenti democratici a lui vicini. Segno che dopo il 6 marzo in caso di successo dell’attuale Vice Sindaco ci potrebbe essere un allargamento anche a queste della coalizione? Nessuno dice nulla e, magari, questa ipotesi verrà smentita, ma le manovre sembrano essere in corso.
A Sinistra stanno invece lavorando per una coalizione unitaria con Sel, Possibile, Rifondazione ed altri. Pare che sia già pronto il nome, ma non ancora il candidato.
Da Grosseto si passa ad Orbetello dove, ancora una volta, le cronache sono riempite dal Pd locale. Da un lato si decide di non passare per le Primarie per ricandidare il sindaco uscente Monica Paffetti, chiaramente perdendo le liste civiche cui appartiene l’assessore Chiavetta ed il consigliere Vaselli, ma, dall’altro, esponenti democratici attaccano la scelta devi vertici del partito e chiedono le Primarie.
Il tutto presentando un sondaggio dove, vada come vada, il centrosinistra perderebbe contro il candidato di centrodestra Andrea Casamenti che è già in corsa da settimane. Cosa curiosa è che in quel sondaggio non si tenga conto del Movimento Cinque Stelle, che ha da tempo espresso il suo candidato Alfredo Velasco. Insomma, una situazione nebulosa che, evidentemente, rende poco chiare le idee a chi non conosce le dinamiche orbetellane.
Poco ci manca che il centrosinistra si complichi la vita anche a Castiglione della Pescaia, dove il Sindaco Farnetani era stato ricandidato dal Pd nello scorso mese di novembre, ma dove si è registrata l’uscita a sorpresa della civica Obiettivo Castiglione, che ha provato a chiedere le Primarie candidando il vicesindaco Elena Nappi. In questo caso, il Pd ha serrato le file ed ha confermato Farnetani. Nel paese costiero si attende adesso di conoscere quali saranno gli sfidanti del centrodestra e del Movimento Cinque Stelle.
A Scansano tutto è in alto mare. L’unica certezza è che il sindaco Sabrina Cavezzini ha deciso di non ricandidarsi. Pare che una parte del Pd abbia trovato la quadra sull’attuale assessore di Verona della giunta Tosi, Francesco Marchi, che è scansanese di origine e che ha fatto scoprire al primo cittadino veneto la Maremma. In realtà c’è chi si oppone e sarebbe pronto a schierare l’ex primo cittadino Marzio Flavio Morini. Tra conferme e smentite le trattative vanno avanti, in attesa di capire chi rappresenterà il centrodestra.
Complessa anche la situazione a Roccalbegna, dove il sindaco uscente Massimo Galli dovrebbe ancora essere alla guida di una coalizione di centrodestra, ma con il centrosinistra che è in alto mare. Ha detto di no l’ex direttore generale della Asl9 Fausto Mariotti. E’ stata sondata la disponibilità dell’ex assessore di Grosseto, ma già sindaco del Comune collinare, Daniele Capperucci. Alla fine però la speranza è che dal cilindro sbuchi il nome che non ti aspetti che però, forse, al momento non c’è.
Insomma, come la si mette la campagna elettorale è, almeno per adesso, più segnata dai problemi e dalla guerre intestine che coinvolgono i Democratici che da una vera e propria progettualità. Il tutto in attesa dei candidati definitivi e dei programmi.


3 commenti
Davvero lucido ed esauriente, come sempre d’altra parte, il punto della situazione di Carlo Vellutini sulla complessa situazione del momento politico preelettorale di Grosseto e di altri comuni della nostra Provincia. Una sola osservazione se posso permettermela su quanto da lui espresso. E cioe” quando parla di una specie di “convention ad excludendum” delle diverse forze coalizzate nel centrosinistra contro il candidato attuale Vice Sindaco Paolo Borghi, peraltro ottima persona e amministratore per quasi un decennio del nostro Comune in una fase di grandi difficolta”finanziarie per gli enti locali. Io non mi esprimerei cosi’.Perche’ si tenderebbe a dipingere l’intera coalizione nei confronti della pubblica opinione gia’ esasperata verso la politica tradizionale dei partiti come una specie di faida interna di gruppi di potere l’uno contro l’altro armati non per il bene della Comunita’ ma solo per l’accaparramento di poltrone. Chiamiamo piuttosto la decisione di lanciare una nuova candidatura quale quella, petaltro ottima data la persona e la sua storia di Lorenzo Mascagni, come una “convention ad includendum” tesa cioe’ a diversificare l'”offerta politica” verso una platea disorientata e bisognosa di punti dì riferimento. E’ come quando si va in pasticceria e ci si trova davanti solo un tipo di pasticcino se pure buono e invitante. Meglio trovarsi di fronte piu’ pasticcini diversi in modo da poter scegliere quello che ci aggrada di piu’. Se poi lo troviamo di cattivo gusto o indigesto non possiamo prendercela con la pasticceria. Saluti.
Mi scuso con eventuali lettori per l’espressione ibrida anglo-latina “convention ad exludendum”.Quella corretta tutta latina e’ “convetio ad excludendum”. Saluti.
A ridagli! Voglio fare il “saputo” e poi sbaglio a digitare. Versione definitiva: “conventio ad excludendum”. Mi scuso di nuovo con lettori e Redazione ringraziandoli per la pazienza.