“Una domanda che ricorre frequentemente è in che misura la realtà di un territorio sia importante e significativa in un contesto di globalizzazione dove i fenomeni politici vengono subiti passivamente dall’alto senza che lo stesso territorio abbia una parte attiva – Sono le parole di Francesco Donati, presidente del Raggruppamento politico autonomo -. Soprattutto in una provincia come la nostra, tenuta ai margini anche in una logica regionale e quindi incapace di incidere con le proprie testimonianze“.
“Se ci mettiamo alle spalle i piagnistei e i lamenti – continua Donati –, di come siamo stati o siamo ‘disgraziati’, e ci mettiamo nell’ottica di chi non si sente assolutamente in debito nei confronti di altri, sicuramente riusciremo a costruire una prospettiva di vita futura positiva e soprattutto potremmo dare un contributo alla ricostruzione del nostro Paese, liberandolo dallo ‘schifo’ di quanto sta accadendo nella nostra era, dove, dalla caduta del Muro di Berlino e dalla dissoluzione dell’Urss è emerso un nuovo sistema internazionale incerto e incapace di interpretare la nuova fase geopolitica che stiamo vivendo“.
“Tre fasi ne hanno contraddistinto lo sviluppo dopo la fine della guerra fredda: quella della fine della storia dell’Urss, quella che arriva al crollo delle Torri gemelle e quella della guerra totale al terrorismo, fase nella quale viviamo. Tutto questo si è ripercosso e si ripercuote anche sulla storia del nostro Paese, che tuttora subisce le conseguenze di un tale cambiamento, soprattutto a livello istituzionale – sottolinea Donati -. E’ un processo a cascata che investe tutta l’impalcatura dello Stato in modo trasversale e arriva fino alle nostre realtà territoriali. Si pensava che tutto ciò si potesse risolvere con il cambiamento di assetti politici, con la costruzione, dopo che i partiti si erano dissolti, di aree che raggruppassero consensi diffusi e condivisi. Si è tentato di costruire un bipolarismo all’italiana, ma tutto ciò è fallito e adesso si deve aprire necessariamente una nuova fase politica“.
“Ed il futuro non può essere la protesta anche rigorosa, perché questa dura quanto un soffio di primavera per poi integrarsi, come guida ampiamente dimostrato, nell’esistente, esaurendo la sua spinta principale – prosegue Donati -. Noi del Raggruppamento Politico Autonomo, invece, coltiviamo l’idea che possa nascere una forza politica non sulla base della sola pulsione anti qualcosa, ma come vero e proprio nuovo soggetto politico che bypassi le contraddizioni del bipolarismo, non rivendicando affatto il ruolo di terzo polo che sarebbe contraddittorio, ma costruendo un’aggregazione di moderati e di riformisti laici non laicisti e cattolici non clericali. Dopo l’implosione del sistema berlusconiano e quello della sinistra, c’è la necessità di individuare uomini, risorse e strategie per costruire un nuovo sistema politico, partendo anche da questo territorio, cogliendo l’occasione delle prossime elezioni amministrative“.
“Oggi – conclude Donati – manca una grande fetta di rappresentanza che è da ricondurre a questa idea, che si manifesta con il possesso di chiari ideali e programmi, con la fiducia in essi, con la conoscenza adeguata delle conseguenze che ne possano derivare. La forza delle idee ha bisogno della forza organizzativa per difendere e diffondere le proprie convinzioni. Ha bisogno della forza elettorale per farle accettare e sostenere e trasformarle in un programma che non può attuarsi per semplice rigore di esposizione, tanto più che stiamo parlando di un programma che contrasta con quello di forze politiche già in piena campagna elettorale. L’evidenza innovatrice del nostro programma per le prossime amministrative grossetane presuppone l’esistenza di un efficace strumento che lo sostenga: la partecipazione popolare“.

