Home GrossetoSocietà civile, il Raggruppamento politico autonomo: “Necessari nuovi criteri di rappresentanza”

Società civile, il Raggruppamento politico autonomo: “Necessari nuovi criteri di rappresentanza”

di Redazione
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Sono tempi strani i nostri, dove tutto si pensa possa essere spiegato riconducendo le nostre considerazioni solo a pochi segnali, quelli più eclatanti e maggiormente sottolineati dai mass media. Ovviamente tutto con grande velocità e approssimazione”.

A dichiararlo è Francesco Donati, presidente del Raggruppamento politico autonomo.

“E’ la realtà dei nostri giorni, purtroppo, e questo ci porta spesso a sottovalutare fenomeni ed eventi molto spesso negativi che successivamente ci ritroviamo addosso, senza poi riuscire a fornire una soluzione che possa tutelare le nostre condizioni di vita. La spiegazione che ci diamo è che la responsabilità appartiene a quella ‘cosa’ incontrollabile che va sotto il nome di globalizzazione e che ha reso le società delle masse oscillanti, tutte omologate solo ad una logica finanziaria senza anima, che tutto trascura e inaridisce, sacrificando umanità, ragione, dignità, sentimenti, sull’altare della velocità temporale, autentico ‘virus’ malefico di questa era – spiega Donati. Ma è nell’ambito di questa realtà che comunque dobbiamo agire e agire al meglio; nelle cose personali, nella vita di tutti i giorni con le proprie realtà familiari e in quelle collettive. Non ci è concesso perdere la speranza, perché come uomini, e finché lo saremo, siamo in grado di cogliere quanto di positivo ci è prospettato e quanto di negativo dobbiamo respingere. E’ la storia dell’uomo e noi apparteniamo a questa storia, non ne siamo esclusi”.

Quindi, è da queste riflessioni che dobbiamo ripartire nella conoscenza delle molteplici realtà umane, capire  i fenomeni e i bisogni  delle singole comunità. E’ necessario approfondire nuove analisi sociologiche per capire come l’umanità si è trasformata e sta imponendo a se stessa nuove regole di convivenza sia economica, sia sociale che politica. Stiamo passando da una realtà ormai schematizzata su parametri economici di distinzione sociale ad un’altra più articolata dove il sociale sta assumendo la fisionomia di un nuovo modello; ieri, tre erano le classi sociali di riferimento: la classe alta, la classe media e la classe lavoratrice – continua Donati. Su questa individuazione, l’economia, i costumi, la cultura e la politica nella storia contemporanea si sono mosse e hanno costruito un modello del vivere comune che ha retto fino a ieri, ma che oggi non resiste ai cambiamenti in atto”.

“Oggi, dove tutto sta cambiando, si registra una frammentazione delle classi sociali, delle quali ne registriamo almeno sette-otto, ognuna delle quali fortemente insoddisfatta, per varie ragioni, del proprio ‘status’. Così abbiamo l’élite; la borghesia consolidata; la classe lavoratrice tradizionale economicamente consolidata e avanti con l’età; i lavoratori emergenti nel settore dei servizi, una classe giovane con poche risorse economiche, ma con alto livello sociale e culturale; i lavoratori benestanti, una classe giovane socialmente e culturalmente attiva; la classe media tecnica, un gruppo nuovo caratterizzato da isolamento sociale e apatia culturale; il proletariato precario che vive nelle peggiori condizioni e rappresenta un’alta percentuale della popolazione;  la classe delle nuove povertà che ha caratteristiche identificative trasversali; infine, la generazione Net, la cui situazione nasconde autentiche, latenti, situazioni di rischio – conclude Donati -. Di fronte a questo quadro, la nuova società civile necessita sicuramente di nuovi criteri di rappresentanza  che esprimano e che si incarnino in una progettualità effettiva volta allo sviluppo solidale, che nasce dalla speranza in un futuro più sereno nel segno della solidarietà, sussidiarietà ed equità”.

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