Ha fatto venti, quest’anno, il presepe vivente di Porto Ercole.
Vent’anni con i figuranti che si inerpicano nel paese vecchio e simulano, nei locali che rimangono quasi sempre chiusi, i mestieri caratteristici della Betlemme in cui nacque Gesù. All’inizio degli anni ’90 un piccolo gruppo poi, con il passare del tempo, sempre più partecipanti, con costumi sempre più ricercati, animali veri, luci soffuse e musiche natalizie. Un evento in costante crescita e, per celebrare il primo ventennio, gli organizzatori hanno preparato anche una serata evento per venerdì 18 dicembre, dalle 20.30, nel teatro della parrocchia San Paolo, durante la quale si proporranno i ricordi più belli della manifestazione, attraverso video e fotom e verranno presentate interessanti novità.
“I vent’anni del presepe vivente”, questo il titolo della serata che verrà presentata dal giornalista Paolo Mastracca, avrà come momento clou la presentazione del libro “Come a… Betlemme – La genesi di un percorso umano e spirituale tra le viuzze erte del borgo vecchio” di Francesca Costagliola editrice Laurum.
Un volume scritto con passione da una ragazza giovane e preparata ma, soprattutto, che il presepe vivente lo ha nel sangue, avendo interpretato il ruolo della Madonna fin da adolescente, accanto a suo padre Marino, che della rappresentazione è da sempre il factotum.
Perché questa di Porto Ercole non è un’iniziativa come le altre. Durante le uscite (quest’anno il 26 e 27 dicembre e il 6 gennaio), i figuranti si immedesimano nei personaggi che interpretano, li vivono davvero.
Così è sempre stato per Francesca Costagliola che, tra l’altro, si porta dietro un bagaglio culturale e di esperienze notevoli.
Laureata in lettere classiche con indirizzo filologico – letterario all’Università di Siena, filologa classica e bizantinista, ha visto un suo articolo pubblicato su una delle più prestigiose riviste tedesche di storia e civiltà bizantina. In ambito locale, in qualità di giornalista pubblicista, collabora con Maremma Magazine e Toscana Oggi, è componente della giuria del premio letterario di poesia e prosa Monte Argentario, oltre che guida turistica della Regione Toscana e docente di materie letterarie negli istituti di scuola secondaria di primo e secondo grado e nei licei.
“Come a… Betlemme” si annuncia pertanto una lettura in grado di far entrare in profondità in quello che non è solo un corteo di figuranti in costumi dell’epoca. E’ un connubio di spirituallità e di azione concreta, una “total immersion” nel clima natalizio più vero, quello lontano miglia alla corsa sfrenata ai regali ed ai cibi per pranzi luculliani.


