La direzione provinciale del Pd ha approva un documento programmatico sullo sviluppo della provincia di Grosseto.
“Lo scorso 31 agosto abbiamo approvato un documento preliminare per lo sviluppo della nostra provincia, perché siamo convinti che sia necessario e imprescindibile definire una strategia d’insieme di tutto il territorio – dichiara Marco Simiani, segretario provinciale del Pd –, in modo da programmare sviluppi futuri nel rispetto delle caratteristiche e peculiarità della nostra zona e programmare azioni di medio lungo termine. In una provincia grande e diversificata come la nostra, risulta ancora più strategico pensare a delle linee di sviluppo in una visione d’insieme“.
Il documento
Ecco il testo integrale del documento approvato dal Pd:
“Il piano di sviluppo della provincia di Grosseto nasce dalla consapevolezza di dover definire una strategia del territorio che in funzione delle sue caratteristiche e peculiarità, a partire dagli assett che attualmente caratterizzano il nostro territorio, si concentri sugli ambiti settoriali che si configurano nel medio-lungo termine come quello a maggior potenziale di sviluppo.
Il territorio di Grosseto, in linea con le proiezioni regionali, si propone di affrontare importanti sfide per un consistente sviluppo economico che sarà inevitabilmente inserito in un progetto diffuso che vede coinvolte: l’area di zona costiera, le infrastrutture, il polo industriale della zona di Scarlino e Follonica, il potenziamento dello scalo aeroportuale di Grosseto per facilitare i flussi commerciali e turistici nel tratto Roma – Piombino e dell’intera Toscana, l’area logistica sull’arteria della Tirrenica, la valorizzazione dell’economia del mare, della laguna e dell’intero territorio, oltre al rafforzamento delle attività produttive dell’area Amiata con particolare riferimento al Polo tecnologico di Santa Rita. In attesa di definire un progetto unitario che sarà presentato nella conferenza programmatica prevista nei prossimi mesi e che segnerà per ognuna delle realtà sopra elencate specifici progetti di sviluppo, il presente documento ha lo scopo di evidenziare i progetti già deliberati dalla Giunta regionale che costituiscono per il territorio di Grosseto i primi elementi di indiscussa rilevanza ai fini dello sviluppo economico e che si ritiene in possesso di tutti i requisiti per la loro attuazione.
- Polo per l’industria e trasformazione agroalimentare in Toscana
Nell’ambito dell’agroalimentare tra il 2008 ed il 2014 l’export toscano ha fatto registrare un incremento di 511 Mln€. In tempo di crisi il settore agroalimentare ha mantenuto un ruolo centrale nell’economia regionale con un picco di esportazioni nel 2014. Nonostante i risultati è necessario puntare sulla capacità di radicamento anche verso i mercati esteri. La crescita dell’economia del territorio toscano può passare attraverso un processo di aggregazione puntando all’export come punto di forza: una rete agroalimentare integrata con imprese legate al turismo.
In questo contesto, Grosseto si pone l’obiettivo di centralità per l’intera economia regionale, centro di innovazione e ricerca per l’agricoltura.
In questo contesto, si inserisce il Polo agroalimentare che intendiamo realizzare, un progetto che riguarda l’incontro della domanda di ricerca e l’offerta dei centri di ricerca toscani, nell’area di Alberese ove sono stati individuati locali idonei già oggetto di investimento.
- Contratti di sviluppo
La provincia di Grosseto è stata la prima esperienza di distretto rurale nell’intera Unione Europea e il sistema ‘Qualità Maremma’ è il quadro di riferimento entro il quale collocare i programmi locali, i progetti (sia pubblici che privati), le azioni e gli interventi. Un progetto che se realizzato, con il supporto di eventuali risorse messe a disposizione dallo Stato e dalla Regione e con il coinvolgimento degli enti locali e delle parti sociali (programmazione bottom up), consentirebbe lo sviluppo del territorio rurale, la conservazione del paesaggio e la tutela dell’ambiente, la specializzazione nella produzione di alcuni beni e/o servizi, nonché la valorizzazione delle risorse del luogo. In sostanza, un sistema produttivo locale costituito da imprese agricole e non agricole in grado di interagire tra loro insieme al settore della trasformazione industriale e crescere in termini di qualità delle produzioni, dimensione occupazionale, attrazione di nuovi investimenti, servizi logistici.
I contratti di sviluppo costituiscono un’evoluzione dei contratti di programma e dei contratti di localizzazione, pur contenendo alcuni elementi di novità rilevanti e distintivi che ne fanno un’innovativa misura d’intervento in favore delle imprese industriali, commerciali, turistiche e nel campo della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli, dove l’intensità di contributo per i progetti delle piccole e medie imprese è particolarmente interessante (40%, oggi garantito con i Pif di cui al Psr 2014-2020).
Per ciò che concerne il comparto delle produzioni agro-industriali, è stato avviato il percorso di condivisione del nuovo strumento di programmazione negoziata sia con i rappresentanti dei soggetti economici locali (Associazione industriali, organizzazioni professionali agricole, artigianali e cooperative), sia direttamente con le imprese, per iniziare a raccogliere le manifestazioni d’interesse al fine di favorire un efficace percorso di negoziazione e di condivisione con Stato e Regione Toscana, per ciò che concerne le priorità dei programmi e i criteri di valutazione dell’istanza di ammissione. Una politica che nei confronti dell’agro-industria locale, in provincia di Grosseto, è sempre stata di particolare attenzione. Ne è dimostrazione, in passato, la concretizzazione di uno dei primi Contratti di programma del Centro/Nord.
Il contratto, dovrebbe interessare progetti di caratura rilevante per il rafforzamento della struttura produttiva delle imprese locali, ed essendo uno strumento che può incidere fortemente sullo sviluppo locale deve avere, come conseguenza, la necessità di realizzare forti investimenti infrastrutturali. Con le risorse del Contratto di sviluppo si potrebbe pertanto favorire l’insediamento nel territorio di ulteriori imprese che operano nel settore agroalimentare di qualità e rafforzare quelle esistenti anche attraverso i servizi forniti dalla piattaforma.
L’obiettivo che ci si pone è quello di soddisfare le aspettative di alcuni segmenti produttivi di particolare importanza per il territorio, in modo da rendere così disponibili per il futuro, a favore di altri settori e comparti, comunque strategici e di rilievo (pesca, acquacoltura e turismo su tutti).
L’idea progettuale è quella di favorire, attraverso il ‘contratto’, l’innovazione di prodotto e di processo, l’acquisizione di nuovi mercati all’interno di un’economia sempre più globale e la caratterizzazione delle produzioni. Queste, infatti, si potrebbero ottenere attraverso tecniche produttive e di trasformazione a basso impatto di emissioni di CO/2 nell’ambiente, con l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili per molte fasi dei processi produttivi e di trasformazione.
Le filiere locali più significative da coinvolgere che hanno già dimostrato vivo interesse, sono quelle legate alla produzione di vino, olio, latte, orto-frutta e agro-alimentare di qualità (pasta, carne, formaggio e specialità gastronomiche ottenute con i prodotti del territorio). Un finanziamento pubblico dedicato al ‘contratto’ di 30.000.000 euro, secondo le regole comunitarie degli aiuti alle imprese in un mix tra agricole e non agricole, potrebbe costituire un volano di oltre 100.000.000 euro di investimento e un fattore attrattivo di livello ultraregionale unico a livello nazionale.
- Centro nazionale e documentazione Etruschi
Il Centro nazionale Etruschi rappresenta il punto di partenza per la realizzazione di un circuito culturale, storico e turistico a tutela del grande patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico del capoluogo e delle frazioni, attraverso uno strutturato piano di riqualificazione urbana. Il piano prevede la realizzazione di un ‘Centro nazionale documentazione Etruschi’ dotato di tutte le strutture e i servizi necessari al funzionamento. Stiamo pensando ad un luogo di ricerca, studio, approfondimento e specializzazione afferente tutte le discipline archeologiche, non ultime le discipline inerenti il restauro dei beni. Una moderna struttura che consenta al visitatore, studioso o turista di osservare studenti, ricercatori ed operatori a lavoro.
Il valore di esperienze maturate con l’Università di Siena, il Polo universitario grossetano e la soprintendenza, rendono questo territorio e questa localizzazione particolarmente idonea al raggiungimento di un obiettivo in grado di coniugare ricerca, didattica e promozione territoriale. La collocazione individuata ha in sé più finalità: consente di ottimizzare i collegamenti con i principali monumenti storici della città, le architetture e i più significativi poli culturali della Maremma, trovandosi nei pressi deli principali collegamenti stradali, offre una prospettiva di accoglienza altrove non proponibile (arrivo di autobus, mezzi, navette, ecc.) e luoghi di accoglienza, rappresenterà punto di arrivo e di partenza di una ciclabile che da Grosseto raggiungerà Roselle per poi proseguire verso gli scavi archeologici e, cosa sostanziale, consentirà finalmente la riqualificazione di un’area degradata, opera attesa da anni e densa di significato. Le ricchezze termali del territorio non potranno che beneficiare del progetto andando ad integrarsi con un’offerta globale. E’ facile in un quadro di riferimento come quello sommariamente illustrato pensare a privati interessati ad investire in attività collaterali collegate”.

