Home AmiataLa denuncia della Cgil: “L’Unione dei Comuni rischia di implodere”

La denuncia della Cgil: “L’Unione dei Comuni rischia di implodere”

di Redazione
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«Nate come strumento per associare le funzioni amministrative, migliorare i servizi e ridurre i costi – dichiarano i segretari Cinzia Fiacchi (Fp) e Pierpaolo Micci (Flai) –, le Unioni dei Comuni sono ad un passo dall’implodere. Quanto sta succedendo nell’Unione dei Comuni dell’Amiata, con il Comune di Cinigiano che vuole uscire, è sintomatico di una difficoltà più generale dei processi di associazione, che pagano lo scotto di una normativa schizofrenica, continuamente prorogata ed emendata,e le ambiguità degli amministratori locali tentati dalla logica dell’autosufficienza all’insegna del “piccolo è bello“.

Da anni, la Funzione pubblica della Cgil denuncia che il processo di associazione di funzioni fa fatica a decollare, nonostante sia un percorso obbligato e necessario per la tenuta dei servizi nelle nostre comunità. Che pagano già abbastanza la condizione di un territorio vasto e poco popolato, con distanze ampliate dalla carenza infrastrutturale cronica.

«A scontare questa situazione sulla loro pelle sono da una parte cittadini e imprese, che stentano ad avere servizi adeguati, e dall’altra i lavoratori, che vivono uno stato di perenne incertezza e mancanza di punti di riferimento amministrativi, senza poter esercitare le proprie professionalità. Cosa che non vale solo per i lavoratori pubblici – continuano Fiacchi e Micci. Le nostre Unioni, tutte nate dallo scioglimento delle ex Comunità Montane, garantiscono infatti occupazione anche ai lavoratori privati dell’agro forestale che, nella confusione del sistema, sono quelli che già hanno vissuto ritardi nel pagamento dello stipendio».

«Da tutto questo – concludono la loro nota Fiacchi e Miccisi può uscire solo nella misura in cui la politica locale saprà emanciparsi dall’idea di restare aggrappata ad un’autonomia decisionale che esiste solo sulla carta, ma che non sta più nella realtà delle cose. Tagli lineari, difficoltà a far quadrare i bilanci, sempre meno personale e sempre più in là con l’età. Questa la realtà delle cose. Bisogna quindi fare in modo che l’obbligo di legge dell’associazione delle funzioni si trasformi in un’opportunità reale di migliorare davvero la qualità dei servizi dei piccoli Enti locali. Ci vogliono senso di responsabilità e lungimiranza; i lavoratori sono pronti a fare la loro parte».

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