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Regionali, Rustici: “Ripensare il sistema dei rifiuti e bonifica dei fiumi per difendere l’ambiente”

di Redazione
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Francesco Rustici, candidato al Consiglio regionale per il Partito democratico, interviene sulla situazione dell’ambiente in provincia di Grosseto:

“L’ambiente della nostra provincia è forse il più variegato della regione – dichiara Francesco Rustici -: dalla costa alla montagna possiamo offrire una varietà invidiabile di paesaggi come poche altre realtà in Toscana e in Italia. Proprio per questo dobbiamo puntare sul suo mantenimento e sulla sua promozione per tutelarlo affinchè continui a caratterizzarci ancora a lungo”.

Questo splendido tesoro è troppo spesso messo a repentaglio dal dissesto idrogeologico dovuto all’abbandono del territorio e all’incuria dei corsi d’acqua. Bisogna investire in un’opera di bonifica seria dei corsi d’acqua, grandi e piccoli, con una loro pulitura periodica, mettendo ad opera i Consorzi di Bonifica troppo spesso inermi. Eliminare gli inerti fluviali deve essere una priorità se non vogliamo continuare ad assistere ad alluvioni ogni inverno. Il sistema dei rifiuti – continua Rustici, accorpato nell’Ato insieme a Siena ed Arezzo, deve essere al centro dei nostri pensieri per l’importanza che ricopre. Dobbiamo capire se effettivamente gli accordi di gestione siano sostenibili per noi e per l’ambiente, aumentare la quota di differenziata per riciclare il più possibile, anche tramite un percorso di sensibilizzazione nella popolazione e con la possibilità di sgravi per chi ricicla e fa compostaggio dell’umido”.

Il nostro territorio è, insieme alle provincie di Pisa e Siena, il primo in Toscana per la produzione di energia geotermica, una risorsa importante che deve essere governata attentamente. Se nelle Colline metallifere la situazione sembra delineata – conclude il giovane candidato, sull’Amiata la ‘questione geotermica’ è ancora apertissima e non possiamo non toccarla. Sì, quindi, alla geotermia, ma con controlli periodici, con un ritorno sul territorio, economico e non, con il teleriscaldamento, e stop alla costruzione di nuove centrali, avanti con studi per conoscere e capire di più, in collaborazione con le università toscane e, perché no, con le scuole locali, per far conoscere ai giovani la preziosa ricchezza che hanno sotto i piedi. A valle invece il ruolo della geotermia non può soppiantare quello storico dell’agricoltura, ormai di qualità, che caratterizza la parte della Val d’Orcia nei comuni di Cinigiano, Castel del Piano e Cinigiano: inserire la geotermia lì, in un contesto che ha già trovato una sua vocazione, non può che essere un errore”.

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