Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindaco di Orbetello Monica Paffetti che fa il punto della situazione sull’evento alluvionale:
“Allo stato attuale, dopo gli accertamenti effettuati dal nostro personale, la stima dei danni dell’evento del 14 ottobre è superiore al milione di euro.
Già nella mattinata del 15 ottobre abbiamo richiesto al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi la dichiarazione dello stato di calamità naturale e dell’emergenza regionale al fine di poter attivare l’ormai noto percorso burocratico e amministrativo per procedere al risarcimento dei danni subiti.
Il comune di Orbetello e in particolare le zone di Polverosa, Aunti, Alberone, Priorato e Quarto Albegna sono state interessati per la seconda volta in due anni dagli eventi alluvionali, determinando danni enormi per le abitazioni, per i campi e per le aziende che operano sul territorio, andando a colpire una popolazione già messa a dura prova e che pian piano stava ricominciando ad alzarsi dopo il 12 novembre 2012.
Ricordiamo infatti che i primi indennizzi nei confronti dei nostri concittadini sono stati deliberati dalla Regione Toscana solamente qualche giorno fa, a fine settembre, e che a questi ultimi non sono stati ancora liquidati quei pochi denari che la Regione ha concesso.
Siamo tutti consapevoli della fragilità e della criticità della nostra zona e del territorio, criticità legata a doppio filo dallo stretto rapporto con il fiume Albegna.
Come il presidente Rossi ha dichiarato più volte in questi giorni la necessità di accelerare i tempi per la realizzazione dell’argine remoto e dei lavori necessari per la prevenzione del rischio idraulico è forte, anche se abbiamo ormai la consapevolezza che questo rischio non potrà mai essere portato a zero.
Il problema che ci dobbiamo porre in questo momento è di vitale importanza ed è legato alla finestra temporale, si spera breve, che si concluderà con la fine dei lavori per la realizzazione dell’argine remoto. Fino a quel giorno dobbiamo fare i conti con eventi meteorologici che, come dimostrato martedì 14 ottobre, si manifestano in maniera repentina e con una frequenza ormai tale da non poter più parlare di eventi settecennali.
Per questo, insieme al sindaco di Manciano Marco Galli, abbiamo richiesto al Consorzio di Bonifica Toscana Sud un consiglio straordinario. Vogliamo chiarimenti e risposte sullo stato dei lavori. Vogliamo tempistiche. Scadenze.
Ma alla luce degli eventi degli scorsi giorni nuove questioni sono sul tavolo.
Nella giornata di ieri, alla presenza del Prefetto alla riunione della sala operativa, abbiamo chiesto alla Dott.ssa Manzone di organizzare un tavolo tecnico alla presenza della Regione.
La necessità è quella di aumentare il flusso delle informazioni utili nella gestione della Protezione Civile, a partire dai parametri idrometrici e pluviometrici. Informazioni indispensabili che, fissando parametri precisi, permettano alle amministrazioni di intervenire in maniera ancor più rapida e mirata per la tutela e salvaguardia dei propri cittadini, di studiare azioni eventuali, scenari e ipotesi tecniche che possano ridurre al minimo il rischio per l’incolumità dei cittadini in attesa che l’argine remoto sia realizzato. Questo non basta.
Anche se ormai siamo in grado di formulare ipotesi e previsioni sulla portata d’acqua del fiume Albegna, siamo sprovvisti di strumenti che ci permettano di monitorare con efficacia i suoi affluenti e i fiumi vicini. Magione, Patrignone ed Elsa hanno dimostrato di essere meritevoli di essere osservati speciali e chiediamo a gran voce di essere messi nelle condizioni di poterli monitorare con le stesse strumentazioni che ci permettono di rilevare in tempo reale i dati idrometrici dell’Albegna. Solo così potremo avere un quadro completo della situazione.
Questi meccanismi di Protezione Civile sono indispensabili per la tutela delle vite umane, lavoriamo per quello. Possiamo predisporre un ordine di evacuazione, ma non possiamo evacuare gli immobili, le aziende, le scorte e i macchinari.
Proprio per questo è necessario che ogni soggetto istituzionale possa offrire sostegno, incentivi e aiuti economici alle aziende e ai cittadini danneggiati, fermo restando la necessità che Governo e Regione si mettano immediatamente in modo per fare arrivare i soldi necessari a prestare l’aiuto economico.
In relazione al grave danno subito, come comune, abbiamo deciso di dispensare dalla tasse locali tutti i soggetti colpiti da questo secondo evento alluvionale: un gesto doveroso per alleviare la pressione e il carico nei confronti di chi, a fatica, stava appena ricominciando ad alzarsi.
Parallelamente abbiamo disposto una variazione di bilancio iniziale pari a 170mila euro per far fronte alle prime necessità dell’emergenza e per consentire ai cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni il prima possibile, soprattutto con operazioni di assistenza, bonifica e pulizia”.

