Home Costa d'argentoArrestati ladri di biciclette e motori marini: furti per 350mila euro

Arrestati ladri di biciclette e motori marini: furti per 350mila euro

di Roberto Lottini
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Confernza furti motori marini6 motori marini rubati, 4 colpi in negozi di biciclette di Grosseto: è il bilancio di una serie di furti, compiuti tra agosto del 2013 e lo scorso maggio, da 5 moldavi, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che avevano fruttato la somma di 350mila euro.

Una vera e propria banda di trasfertisti del crimine, che si spostava da Roma al capoluogo maremmano sempre con lo stesso modus operandi: una volta messo a segno il colpo, i moldavi caricavano la refurtiva su un furgone, quindi alcuni di loro salivano a bordo di un’auto “pulita”, mentre l’altro veicolo li seguiva a debita distanza pronto a darsi alla fuga se lungo il tragitto verso la capitale ci fosse stato qualche imprevisto.

E, in effetti, una sera dello scorso maggio qualcosa è andato storto: un’auto, con a bordo due moldavi, è stata fermata lungo l’Aurelia, in direzione Roma, dai Carabinieri di Montalto di Castro. A quel punto, il furgone che li seguiva ha cambiato improvvisamente direzione e i militari dell’Arma hanno dato subito la caccia al mezzo, ritrovato poco dopo abbandonato nei pressi della statale.

All’interno del veicolo, di cui era stato denunciato il furto poco tempo prima, sono stati ritrovati alcuni motori marini rubati la sera stessa in provincia di Grosseto.

Le indagini

A quel punto, si è messa in moto la macchina investigativa dei Carabinieri che, grazie ad intercettazioni telefoniche e a minuziose analisi sulle impronte lasciate dai malviventi sui luoghi dei furti, è riuscita ad identificare la banda.

Stamani, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i cinque uomini, tutti pregiudicati: due di loro sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Grosseto, mentre un altro, rintracciato a Ciampino e che aveva con sé due biciclette rubate, è finito dietro le sbarre a Velletri. Altri due componenti della banda, invece, sono latitanti e secondo gli inquirenti potrebbero essere fuggiti all’estero.

Il gruppo criminale, infatti, non aveva una residenza fissa ed era solito utilizzare alias e passaporti falsi. Inoltre, uno dei moldavi era residente da tempo a Grosseto e avrebbe svolto il ruolo di basista per organizzare i furti nel capoluogo maremmano e nella zona di Orbetello.

Su tutti pende l’accusa di furto pluriaggravato in concorso.

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