Fabrizio Rossi, Capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale nel Consiglio comunale di Grosseto, interviene sulle indicazioni del Ministro dell’Interno Alfano in merito alle unioni gay:
“La trascrizione delle unioni gay nei registri comunali, in assenza di una legge nazionale di riferimento, è la classica boutade ideologica che usano a sinistra per far vedere che stanno facendo qualcosa, mentre in realtà non fanno nulla – dichiara Rossi –. E immancabilmente il sindaco Bonifazi ne è un degno epigono: sceglie di distinguersi negativamente e annuncia che il Comune di Grosseto non rispetterà le indicazioni della Prefettura e del Viminale sul riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all’estero. Di questo si tratta, non di obiezione di coscienza, ma deliberata mancanza di rispetto della legge”.
“Al contrario – continua l’esponente di Fratelli d’Italia –, il Viminale e il procuratore Verusio di Grosseto mettono l’accento sul fatto che, in mancanza di una legge diversa, non ci si può nascondere dietro le parole. Non vi è dubbio che, ai sensi del codice civile vigente, la diversità di sesso dei nubendi rappresenti un requisito necessario affinché il matrimonio produca effetti giuridici nell’ordinamento interno, come è chiaramente affermato dall’art. 107 c.c., in base al quale l’ufficiale dello stato civile ‘riceve da ciascuna delle parti personalmente, l’una dopo l’altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e di seguito dichiara che esse sono unite in matrimonio’ e non parla di coniugi indistinti. Trascrivere un matrimonio celebrato all’estero ha soltanto natura dichiarativa, ma rappresenta un simbolo ideologico di creatività e stravaganza giuridica che solo una legge ordinaria può dirimere. Non si tratta di omofobia, che non ha niente a che vedere con l’argomento, e non si può neppure evocare il ‘ventennio’ se in Italia c’è un impianto normativo che non consente l’unione tra persone dello stesso sesso”.
“Anche stavolta dunque, per nascondere i fallimenti di un’amministrazione inadeguata e incapace di risolvere i problemi della città, Bonifazi getta fumo negli occhi occupandosi di cose che sono assolutamente di secondaria importanza per i cittadini di Grosseto – conclude Rossi –. Ci chiediamo però a questo punto quale sarà il prossimo passo che Bonifazi intende compiere perché abbiamo il serio timore che queste trascrizioni siano il preludio alle adozione da parte delle coppie omosessuali. In Italia infatti, la legge sulle adozioni parla di ‘coniugi’ non specificando il genere, visto che i matrimoni omosessuali non sono riconosciuti. E il rischio che queste unioni celebrate all’estero e trascritte consentano a queste coppie di fare richiesta di adozione è reale. Tra il desiderio di una coppia omosessuale di avere un figlio e il diritto del bambino ad avere una madre e un padre uno stato giusto si occupa del più debole e dunque di chi non ha una telecamera per fare le proprie rivendicazioni o un ‘amico in comune’ come recitava lo slogan elettorale del sindaco Bonifazi”.

