La Guardia di Finanza di Grosseto ha eseguito un decreto di sequestro preventivo , emesso dal G.I.P. del locale Tribunale, nei confronti di un noto professionista grossetano, sottoponendo a vincolo cautelare beni immobili, situati a Grosseto, sino al raggiungimento dell’importo di 137.000 euro circa.
Il professionista era stato denunciato per frode fiscale nell’ambito di un’indagine di polizia economico-finanziaria condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Grosseto e coordinata dal Procuratore di Grosseto in cui era stata constatata un’evasione ai fini delle imposte dirette e dell’IVA per circa 137 mila euro.
La complessa disamina della documentazione acquisita aveva consentito anche di accertare l’esistenza di false fatture emesse da un’azienda amiatina, al solo scopo di consentire al professionista di diminuire il proprio reddito imponibile e di detrarre indebitamente la corrispondente imposta sul valore aggiunto.
Il sequestro disposto dal G.I.P. su richiesta della Procura di Grosseto è stato reso possibile dall’applicazione della norma che, introdotta con la Legge per il 2008 (Legge nr. 244/2007), estende l’istituto della confisca per equivalente anche ai reati tributari.
Tale strumento consente di aggredire i beni di cui il contribuente abbia la disponibilità, per un valore corrispondente all’imposta evasa, nei casi in cui non si possa procedere alla confisca dei beni che costituiscono il diretto profitto del reato tributario.
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è, quindi, un provvedimento di natura prettamente sanzionatoria – adottato dall’Autorità Giudiziaria in ragione della commissione di un reato – che non pregiudica l’attività amministrativa di recupero del tributo evaso e di irrogazione delle connesse sanzioni a cura della competente Agenzia delle Entrate.

