Una sanità da rifondare, che deve essere protagonista di una vera e propria riorganizzazione per tornare a garantire un servizio di eccellenza e professionalità ai cittadini grossetani e della provincia.
Il Psi prende spunto dal recente inglobamento della centrale del 118 del capoluogo maremmano in quella di Siena, deciso dalla Regione Toscana, per dipingere un quadro a tinte fosche dell’ambito sanitario locale.
“Esattamente un anno fa – sottolinea Francesco Giorgi, segretario provinciale del Psi –, il nostro partito è stato il primo a denunciare in un incontro pubblico a cosa sarebbe andata incontro la sanità grossetana e, a distanza di dodici mesi, purtroppo le nostre previsioni si sono avverate. In quell’occasione, avevamo evidenziato il depauperamento del capoluogo maremmano: tagli ai posti letto, allontanamento di medici, abbandono dell’assistenza sanitaria a Montepescali, insostenibili livelli di lavoro straordinario per dottori ed infermieri. Adesso, con il taglio della centrale del 118, la situazione si è ulteriormente aggravata”.
“Per quanto riguarda la razionalizzazione delle centrali del 118, la Regione si è limitata a prendere un provvedimento senza analizzare i numeri – continua Giorgi -. In estate, la Maremma triplica la sua popolazione e raggiunge quasi un milione di abitanti fra turisti e residenti. Proprio per garantire assistenza a questo enorme numero di persone, la centrale del 118 deve rimanere a Grosseto, ma purtroppo ormai la politica si sta allontanando sempre di più dai cittadini e non garantisce più servizi efficaci”.
“Il 118 toscano è nato a Grosseto e ora non capiamo perché la Regione abbia deciso di farne a meno – dichiara Filippo Andre
tta, responsabile della Commissione provinciale sanità del Psi –. Abbiamo a disposizione da 15 anni un personale qualificato e ora questo patrimonio rischia di passare sotto il controllo di Siena. Inoltre, il livello sanitario del capoluogo maremmano sta subendo un calo qualitativo: si entra in ospedale e non si sa in quale reparto si sarà ricoverati. C’è malumore fra i pazienti e fra gli stessi medici”.
Altro punto dolente, secondo gli esponenti del Psi grossetano, è il trasferimento del corso di laurea in infermieristica a Siena.
“Si tratta di uno dei corsi fondanti del Polo universitario grossetano – evidenzia Andretta – . quest’anno è stato pubblicato il bando per l’ammissione all’anno accademico, ma le lezioni si svolgeranno a Siena. Questo significa che oltre 50 studenti dovranno trasferirsi, con inevitabili costi e disagi, e la nostra città perderà un elemento che poteva garantire uno sviluppo economico, oltre che un corso davvero ottimo”.
Il Psi propone anche di organizzare nuovamente la Conferenza dei servizi.
“Ogni anno veniva organizzata e in quell’occasione venivano analizzate le criticità della sanità nell’anno in corso e venivano pianificati i progetti per il futuro – spiega ancora Andretta -. Adesso, la Conferenza dei servizi è stata abolita dalla Regione senza alcuna spiegazione. Inoltre, ci sono dei grandi interrogativi anche sulla scuola di robotica dell’ospedale Misericordia, soprattutto dopo che il professor Andrea Coratti ha lasciato la nostra città”.
“Ormai la Regione ha in mano la sanità grossetana – conclude Andretta – e, come se non bastasse, sta alimentando anche una grande confusione in merito all’ipotetica cancellazione delle Società della salute, che comunque si sono rivelate un fallimento completo”.
“Il Psi è a fianco dei cittadini per risolvere questa difficile situazione della sanità grossetana – chiarisce il consigliere comunale Maurizio Cossu -. Vogliamo un incontro franco e chiarificatore tra la popolazione, il personale medico ed infermieristico e i sindacati per parlare di queste problematiche”.
“I vertici della Asl – spiega infine Giorgi – avevano dato la loro disponibilità affinchè alcuni esponenti del Consiglio comunale verificassero di persona la qualità e il livello della sanità a Grosseto, ma questa proposta non si è più concretizzata. Parte degli esponenti politici e le istituzioni sono immobili di fronte a questa situazione. Noi siamo i portavoce dei cittadini e vorremmo che le istituzioni rispondessero con maggiore concretezza alle esigenze della gente, garantendo servizi”.
Nella foto, da sinistra: Maurizio Cossu, Francesco Giorgi e Filippo Andretta

