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Cinigiano, Barbagli: “Romina Sani un sindaco già alla deriva”

di Redazione
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Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Giovanni Barbagli, Capogruppo della lista di opposizione “A/gente Comune” nel consiglio comunale di Cinigiano:

Al primo vero appuntamento rappresentato dalla seduta del Consiglio comunale avvenuta il 26 giugno, il sindaco Romina Sani ha mostrato non solo un carattere a dir poco arrogante, ma soprattutto un bagaglio culturale e politico che rasenta una vera e propria deriva autoritaria.

Nel merito, il giudizio generale che esprimiamo come lista civica sulla discussione del Consiglio comunale è negativo e preoccupato per il futuro. A fronte di 9  proposte fra interrogazioni, mozioni, e ordini del giorno riguardanti l’interrogazione sulle vicende del capannone industriale di Santa Rita, la geotermia, le consulte dei cittadini, la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria comunale, la questione morale e la verifica degli atti degli ultimi 15 anni, l’attivazione di fontanelli per l’acqua refrigerata naturale e gassata in tutte le frazioni e a Cinigiano, l’avvio della raccolta differenziata, la funzionalità dell’Acquedotto del Fiora, abbiamo assistito ad un assolo del  sindaco e ad un silenzio assordante dei consiglieri di maggioranza, che sono stati presenti per alzare la paletta del ‘No’ a tutto e senza alcun intervento nella discussione lasciata alla verbosità ed all’inconsistenza del sindaco.

Ci dovremmo domandare se questo sindaco ritiene che il Consiglio comunale sia lo sfogatoio della minoranza o un luogo alto e qualificato di dibattito democratico dove ci si confronta su indirizzi, scelte strategiche, programmi, ecc.

La considerazione invece che ha il sindaco del Consiglio comunale, alla luce di come si è comportato, sembrerebbe optare per la prima soluzione. Non è così per noi e dovremmo insegnare a questo sindaco di leggersi almeno la Costituzione, lo statuto della Regione Toscana e lo stesso  statuto del Comune di Cinigiano per garantire la dignità del Consiglio comunale.

Già questo rappresenta un primo segnale molto negativo della nuova amministrazione di Cinigiano, ma quello che più preoccupa è il Romina-pensiero sui diritti dei cittadini. A fronte di due argomenti che erano illustrati in due mozioni dal nostro gruppo, e cioè l’istituzione del Garante dei diritti dei cittadini e l’attivazione di consulte per tematiche (commercio, artigianato, sociale, cultura, ecc.) e su scelte strategiche come energia, acqua, risorse, sviluppo ecc, il Romina-pensiero ha fatto temere una  deriva autoritaria di questo sindaco, che afferma che i cittadini sono tutelati da sindaco e dalla sua maggioranza e quindi soggetti come il garante dei diritti non servono. ‘Ci pensiamo noi a garantire i cittadini’ dichiara Romina Sani. Questa cultura adombra un pensiero molto pericoloso che se proiettato a livello nazionale metterebbe in discussione addirittura la Costituzione italiana (Titolo VI – Garanzie costituzionali, oltre che ovviamente l’art.2  fondativo dei diritti dei cittadini e la Parte 1 – Titolo 1, che riconoscono la divisione dei poteri e quindi la garanzia di soggetti ai quali è demandato il potere legislativo, quello dell’esecutivo e quello degli organi di controllo: magistratura, organi di vigilanza e di garanzia, le autority ecc).

Meno male che questa maggioranza si richiama al Pd e non al P.F. perché altrimenti bisognava richiedere la rimozione di questo sindaco.

A fronte poi della mozione che abbiamo presentato sulla  questione morale e quindi sulla proposta di passare al vaglio gli ultimi 15 anni di amministrazione, dove a nostro giudizio la forte discrezionalità in settori come l’urbanistica e i lavori pubblici hanno sfiorato rischi come l’urbanistica contrattata e l’intreccio affari/politica, la risposta è il no alla proposta e l’invito a fare meno moralismi! La mistificazione delle parole è evidente, la moralità è moralismo, la trasparenza diventa autoreferenzialità, i diritti diventano concessioni, i controlli diventano fastidi. Siamo  ad un passo dalla deriva autoritaria altro che da ‘aria nuova e discontinuità’, come questo sindaco ha detto all’indomani del suoinsediamento!”.

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