“Bene che la petizione, che chiede l’esclusione delle concessioni marittime dalla Direttiva Servizi, non sia stata cassata e che il dibattito, quindi, rimanga aperto, in quanto la problematica è delicata e necessita di ampi approfondimenti”.
Lo ha dichiarato l’eurodeputato euroscettico Eld, del movimento “Io Cambio”, Claudio Morganti, commentando la petizione a favore dei balneari, presentata ieri in commissione Petizioni al Parlamento europeo.
“La Commissione Ue, ferma nel voler applicare la Direttiva al settore dei balneari – ha affermato Morganti – ha ribadito la necessità di un dialogo tra Ue e Governo e si è resa disponibile ad accettare una deroga al 2020, come approvato recentemente al Parlamento italiano, per l’applicazione della Direttiva”.
“Tra i principali temi di dibattito – ha proseguito l’eurodeputato – vi è stata la considerazione delle spiagge come risorse naturali limitate, in quanto la direttiva su questo è poco chiara e lascia spazio ad ampie interpretazioni. La disponibilità delle spiagge in Italia non può essere considerata scarsa, in quanto i due terzi delle nostre spiagge sono libere”.
“Ho ribadito alla Commissione – fa sapere Morganti – la mancata reciprocità tra Stati membri sulla libertà di stabilimento e sulla necessità di rivedere la direttiva viste le attuali condizioni di crisi e le casistiche diverse di applicazione in altri Stati membri. Spero che si arrivi presto a una soluzione definitiva in quanto la situazione odierna sta bloccando il settore da investimenti e mi auguro che le diverse interpretazioni della direttiva vadano verso una maggiore tutela delle imprese balneari esistenti, che rappresentano un’eccellenza del nostro Paese”.
“Il Governo – ha concluso l’eurodeputato – prenda contatti quanto prima con l’Esecutivo Ue per risolvere questo problema”.

