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Presentato il volume “Grosseto visibile”: il primo censimento sull’arte pubblica a Grosseto

di Redazione
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Grosseto visibileIn occasione dell’inaugurazione ufficiale delle Casette cinquecentesche, è stato presentato il volume “Grosseto Visibile”, il primo censimento sull’arte pubblica a Grosseto.

Questo l’intervento del sindaco Emilio Bonifazi:

Grosseto visibile. E’ proprio dal titolo dello straordinario libro che presentiamo oggi che vorrei iniziare a riflettere insieme a voi su Grosseto e sul faticoso percorso che ha attuato nel corso di tutto il Novecento. Un percorso complesso che ha portato in un secolo un insediamento di 5mila abitanti a diventare una città di 80mila residenti, capoluogo della provincia più vasta della Toscana.

Grosseto è una città diversa da tutte le città della Toscana: diversa per la sua collocazione, al centro di un territorio straordinario come la Maremma, e diversa per storia e sviluppo. In una regione che ha fatto della storia il suo cavallo di battaglia per promuovere turismo e cultura, in cui l’architettura medievale e i fasti del Rinascimento hanno caratterizzato i centri storici di alcune città toscane come ‘musei a cielo aperto’, Grosseto rappresenta un insediamento sui generis, una città nuova sorta quasi tutta nel secondo dopoguerra. Una condizione, questa, che per lungo tempo, sicuramente troppo, ha penalizzato il centro urbano di Grosseto nei flussi turistici più comuni. Eppure la nostra città presenta opere d’arte pubblica, architetture di grande interesse e monumenti spesso sconosciuti non solo ai nostri concittadini toscani ed ai turisti, ma anche agli stessi grossetani. Ed è proprio per questo che sono particolarmente orgoglioso oggi di presentare qui al Cassero Senese, una pubblicazione che davvero mancava.

Si tratta del primo lavoro di ricerca sull’arte pubblica a Grosseto: fino ad oggi non avevamo uno strumento del genere e, prima del Duemila, non era stato realizzato nessun censimento delle opere d’arte allestite negli spazi comuni e di proprietà collettiva. Ecco dunque l’obiettivo di questa pubblicazione: realizzare un catalogo di opere d’arte ed edifici di interesse disseminati in centro e nei quartieri, ma anche proporre percorsi urbani che diano la possibilità di visitare luoghi ed ammirare opere spesso poco conosciute o dimenticate.

Il libro curato da Mariagrazia Celuzza e Mauro Papa, al quale hanno dato il loro prezioso contributo tanti studiosi ed esperti che conoscono e amano Grosseto, colma quindi una vistosa lacuna e va a comporre un quadro organico insieme all’impegno dell’amministrazione comunale nel ridare al centro storico, al Cassero e alle Mura medicee una centralità nella vita culturale cittadina. Sfogliandolo, oltre ai monumenti e agli edifici più noti, troviamo circa 150 schede architetture tra le più antiche, come il Cassero senese ed il complesso monumentale delle mura medicee, oltre agli edifici tipici del ventennio come la caserma Carabinieri Canzanelli e quella della Guardia di finanza in piazza del Popolo. Possiamo vedere le suggestive immagini di importanti architetture religiose e leggere la storia di famosi palazzi costruiti nel dopoguerra come quelli Enel ed Inam. Possiamo infine trovare curiosità ed informazioni sulle costruzioni più recenti, come il ponte di via Amiata realizzato nel 2002.

Una vera e propria storia di Grosseto quindi, narrata attraverso i suoi edifici più belli, i suoi scorci più inconsueti e tutti quei monumenti – installazioni, statue e dipinti murali – che siamo talmente abituati a vedere tanto da essere diventati, col tempo, ‘invisibili’ ai nostri occhi.

Grosseto ha una storia recente, così come recente è l’avvio di un percorso di riqualificazione dei propri edifici storici come le Mura iniziato negli anni ’90. L’amministrazione si è impegnata a proseguire su questa strada, con il recupero definitivo del bastione Maiano, gli allestimenti e la programmazione culturale al Cassero Senese, nella convinzione che siano tutti tasselli di un unico percorso teso a ricostruire una identità culturale forte per la città di Grosseto che oggi, anche grazie alla riscoperta dei legami con il suo passato, può e deve guardare avanti, cogliere le sfide dell’oggi per progettare il suo futuro sviluppo“.

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