Home GrossetoPolitica GrossetoTaglio centrale del 118 di Grosseto. Il Nuovo Centro Destra: “Pretendiamo garanzie per la salute dei cittadini”

Taglio centrale del 118 di Grosseto. Il Nuovo Centro Destra: “Pretendiamo garanzie per la salute dei cittadini”

di Redazione
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Giacomo Cerboni del Nuovo Centro Destra interviene in merito alla decisione di soppressione della centrale del 118 di Grosseto da parte della Regione Toscana:

“Il trasferimento da Grosseto del centralino del 118 necessita garanzie di sicurezza. Quella centrale che solo alcuni mesi fa è stata accreditata dalla Regione Toscana, non può adesso essere cancellata dalla stessa Regione senza sicurezze sul servizio di soccorso. Le risicate risorse disponibili  impongono decisioni in costante equilibrio tra razionalizzazione e razionamento dei servizi. Non siamo contrari a prescindere al trasferimento della centrale del 118 di Grosseto, ma in cambio vogliamo certezze di tutela per la salute dei cittadini grossetani. La garanzia che pretendiamo è che sia certa l’identificazione del sito dove soccorrere chi chiede aiuto, condizione di per sé sempre indispensabile ma che si presenta come vera criticità nel nostro territorio sia per la sua estensione, sia per la sua difficile accessibilità, sia per la distribuzione demografica. In caso contrario, il 118 deve rimanere a Grosseto. Infatti, siamo certi che un paziente residente nella località  Abbandonato presso Cinigiano sarebbe correttamente localizzato da un operatore livornese? Se un grossetano dicesse di essere in difficoltà presso l’area dell’ex mattatoio sarebbe compreso dal medesimo operatore? Chi chiedesse aiuto in località Ampio riuscirebbe a farsi localizzare dalla centrale di Livorno? Spesso le chiamate arrivano direttamente dalla strada, dove ancora più difficile è la capacità di farsi localizzare, se non altro per la comprensibile eccitazione del momento. Gli anni di esperienza maturata e consolidata dal personale sanitario grossetano sono di per sé garanzia di un’efficace ed efficiente risposta sanitaria, che pensiamo non sarebbe egualmente garantita da operatori che non conoscono con precisione il nostro territorio. Si consideri che non di rado le richieste di soccorso arrivano da anziani che hanno l’abitudine di descrivere i luoghi in maniera non convenzionale: la vicinanza ad un negozio, ad un bivio, ad un rondò o ad un fosso sono punti di riferimento consolidati. Non vorremmo che un’imprecisa raccolta di aiuto da parte di operatori non a conoscenza diretta del nostro territorio, poi trasferita a quelli locali, finisse per tradursi in una perdita di minuti preziosi. D’altra parte, non abbiamo garanzie circa la conoscenza esatta dell’articolazione strategica delle varie postazioni di soccorso e di disponibilità dei mezzi da parte degli operatori estranei al nostro territorio. Non crediamo che  la decisione di trasferimento del centralino del 118 sia un problema strettamente politico, ma certamente lo è dal punto di vista organizzativo. La nostra richiesta di garanzie non deve essere filtrata da sterili, e pericolose per la salute, diatribe partitiche tra maggioranza ed opposizione. A noi interessa solamente che sia salvaguardato il bene comune che in questo caso si chiama salute“.

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