Questo pomeriggio alle 18:00 sarà inaugurata presso ART.LAB ARTE CONTEMPORANEA, in Via Porto Loretano 6 a Grosseto, la prima mostra personale di pittura in Italia dell’artista brasiliana-australiana Inna Cymlich Janse.
La mostra dal titolo “Soul/ Scapes“, curata da Lapo Simeoni, presenta quindici opere realizzate dal 2009 al 2012 di cui le ultime 10 opere realizzate appositamente per questo progetto.
La presentazione critica è stata realizzata dalla giornalista e storica d’arte Dalu Jones, la quale descrive il lavoro dell’artista come “Paesaggi dell’anima, sì, ma anche reali e riconoscibili. Decisi, forti, vibranti. Ingannevolmente semplici, senza nessuna concessione alle mode correnti o a stili pre-esistenti. Direttamente dalle viscere, anche se concepiti come architetture, costruiti con una potente struttura di fondo con forti pennellate cariche dei colori primari, profondi e intensi neri e blu marini, rossi fiammanti, gialli e verdi acidi, torbidi marroni, ocre intense, rosa, grigi. Astratti e concreti allo stesso tempo“.
La mostra presentata da Art.Lab, con il patrocinio del Comune di Grosseto, Provincia di Grosseto e MIC Maremma In Contemporanea è aperta al pubblico ad ingresso gratuito dal 13 al 27 Ottobre con orario 16.00 – 20.00 dal martedì alla domenica.
Info mostra: 349 0706 457 laposimeoni@yahoo.it
L’artista sarà presente durante l’inaugurazione sabato 13 ottobre
Testo a cura di Dalu Jones
Inna Cymlich Janse è una viaggiatrice che dipinge i paesaggi da lei visti nel corso del suo avventuroso viaggio esistenziale, iniziato negli anni che la videro protagonista di un’epica marcia dal suo paese natale, la Russia post-bellica, all’Europa, e proseguito poi in Australia, in Asia, nelle Americhe e nel Brasile, dove adesso vive e lavora. Viaggi reali, per fuggire e allontanarsi, sopravvivere, trovare rifugio, ma anche viaggi interiori, per alleviare un ricorrente e intenso sentimento di dislocamento e diversità, di ansie e paure profonde. Viaggi alla scoperta di mondi diversi, alieni, esotici, in cerca di risonanze entro spazi mentali e fisici differenti.
L’opera di Inna è generosa: non ci sono filtri tra lei e il suo lavoro poiché non esistono filtri tra lei e i suoi amici, tra la pittrice e le persone, i paesi da lei visitati. Affronta di petto l’osservatore e lo invita a condividere le sue esperienze, la sua consapevolezza delle complesse situazioni esistenziali riempite di emozioni e colori.
Inna ri-crea prigioni metaforiche e reali da dove uscire è possibile grazie ad un atto di coraggio. Una visione intrepida riportata con potente immediatezza, risultato di un processo controllato di accumulo di trame e sottrazione di tutti i dettagli non essenziali.

