Dieci anni e non sentirli: è questo l’importante traguardo raggiunto da “Maremma a veglia, a teatro con il baratto“, festival diretto da Elena Guerrini, che si svolgerà a Manciano dal 15 al 18 settembre.
“Un festival che ogni anno si arricchisce e che è reso possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale di Manciano – ha spiegato l’attrice Elena Guerrini -. La sera, dalle 18:00 o dalle 21:00, il borgo si popola per assistere agli eventi, che comunque non sono organizzati soltanto per i turisti. I temi di quest’anno sono l’accoglienza e la gratitudine”.
“L’obiettivo di questo festival è quello di riscoprire le piccole piazze, le case delle persone e va a rispolverare la tradizione della veglia in Maremma – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Giulio Detti – . La manifestazione è forse l’unica nel suo genere nel panorama mondiale che ha potenzialità di marketing territoriale”
Il programma
Il festival inizia il 15 settembre alle 21.30 a casa di Aldo e Mietta Cavoli con il centro teatrale Mamimò che presenta in esclusiva regionale “Scusate se non siamo morti in mare”, un testo attualissimo e finalista al premio Ustica 2015. Lo spettacolo parte da una domanda fondamentale: e se fossimo noi a dover migrare? I
l 16 settembre, alle 21.30 a casa di Elena Mazzieri, invece, in scena sarà Elena Guerrini, che presenta il nuovo studio dal titolo “Le vie delle donne”: uno spettacolo costruito con le storie portate in dono dagli abitanti del luogo e con una drammaturgia specifica per ogni piazza. Sono storie di donne a cui dedicare una via, una strada, una piazza, con il fine di utilizzare la toponomastica come strumento per ricordare donne che hanno segnato il loro tempo.
Il 17 settembre arrivano ai poderi di Montemerano i Tetes de Bois, il popolare gruppo folk da anni impegnato in attività di sostegno ai migranti. Nel 2015 pubblicarono la canzone “We are not going back” dedicata ai migranti di Ventimiglia. Al festival di Manciano presenteranno il loro ultimo album “Extra” dedicato a Leo Ferrè. Oltre al concerto ci saranno due presentazioni di libri, alle ore 18 alla scuola dei Poderi, in collaborazione con la biblioteca di Manciano: “Mamma quante storie!”, favole in ambulatorio, in treno e in piazza che nasce dall’esperimento di Andrea Satta, pediatra di base nella periferia di Roma e cantante dei Têtes de Bois, che da circa sette anni, una volta al mese, organizza “La giornata delle favole”, chiedendo alle mamme di tutte le nazionalità di raccontare la fiaba con cui si addormentavano da piccole. Il ricavato del libro andrà a sostenere i progetti della biblioteca di Lampedusa. Dalla scuola dei Poderi, passeggiata musicale con Emo Rossi, poliedrico etnomusicista, che crea da oggetti agricoli, strumenti musicali. Nell’atrio di Franchino Garage, alle 20, presentazione del libro di Timisoara Pinto “Lavorare con lentezza”, dove viene raccontata della figura di Enzo Dal Re, originalissimo cantastorie, che ci verrà presentato nell’atrio di Franchino Garage. A mezzanotte proiezione del video di Agostino Ferrente “Alfonsina e la bici”, videoclip dove viene diretta Margherita Hack nel ruolo di Alfonsina Strada, la prima e unica donna partecipante al Giro di Italia nel 1924. Un progetto anche questo sull’accoglienza, che è stato coadiuvato da Staino e Marco Benedetti, il meccanico storico di Enrico Berlinguer. Nella stessa sera è attesa la presenza di Vauro Senesi.
“A veglia” si conclude il 18 settembre con la giornalista e attrice Livia Grossi, che dopo aver seguito lo scorso anno il festival, presenta due reading: “Ricchi di cosa poveri di cosa” (sul Burkina Faso) e “Rifugiata politica”, testo tratto dal reportage pubblicato per il Corriere della Sera “Nonostante voi: storie di donne coraggio”. Lo stesso giorno, dalle 16 alle 21, si svolgerà il mercatino del baratto presso la Consulta per il sociale, dove seguirà una cena condivisa. Completa il programma la testimonianza di una vita con il Burkina, da parte di Vittorio Piccini con il suo “Il villaggio che adottò un uomo”. Il festival è sostenuto in ospitalità e ristorazione da numerosi esercizi del territorio che hanno aderito all’iniziativa “Una poesia per un caffè” dove chi vuole può barattare un caffè in cambio di una propria creazione artistica. Anche per il decimo anno del Festival, tutta l’immagine è donata da Chiara Rapaccini, illustratrice di fama nazionale vedova del maestro Monicelli.
Come ogni edizione lo spettatore dovrà portasi la sedia da casa e si entra a baratto con un prodotto del territorio: una bottiglia di vino equivale ad un biglietto per spettatore.
Per prenotare occorre chiamare il 339.8512693 e per informazioni e contatti, è possibile scrivere un’e-mail all’indirizzo spettacolielenaguerrini@gmail.comm consultare il sito www.elenaguerrini.it e scrivere un’e-mail all’indirizzo www.avegliateatroabaratto@blogspot.com.

