Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Marco Simiani, esponente del Partito democratico di Grosseto:
“A cinque mesi dal congresso provinciale del Pd, la domanda centrale per me è una sola. Sappiamo metterci all’altezza del nostro compito? Sappiamo metterci in sintonia con i problemi della nostra provincia…? Il fatto incontrovertibile è che non siamo ancora riusciti ad interpretare il disagio che la nostra provincia vive. Da dove dobbiamo partire?
Certo, dopo un periodo di forte entusiasmo e di cambiamento non possiamo pensare di ripartire solamente da noi stessi, dal nostro futuro, con parole che solo noi comprendiamo e che ci allontanano dal senso comune. Credo che riusciremo a rispondere a queste domande solo se troveremo quello che cerchiamo dall’inizio della nostra storia, se ci porteremo direttamente al cuore dei problemi dei cittadini e se porteremo lo sguardo all’altezza delle responsabilità che competono ad una delle più grandi forze progressiste europee, quale noi siamo.
E’ questo il senso di fondo dell’iniziativa che abbiamo proposto all’ultima assemblea provinciale, dove nonostante la votazione all’unanimità della piattaforma politica, tutti noi speravamo di intraprendere da subito un’accelerazione fatta di proposte assertive e di azioni concrete, attraverso una gestione condivisa di tutto il partito. Purtroppo ad oggi, non è andata così. A più di un mese dall’assemblea e a cinque mesi dal congresso, non vediamo ancora una chiara azione del partito, ma soprattutto non ci sono ancora quelle risposte che gli iscritti e i cittadini ci chiedono.
Nemmeno la discussione nel Comune di Grosseto ci vede come partito protagonisti, il rimpasto di Giunta che verrà proposto dal sindaco di Grosseto, benchè legittimo, non verrà supportato da un disegno complessivo; infatti, l’unione comunale del Pd non ha ancora espresso chiaramente una piattaforma programmatica di fine legislatura. Qui non c’entrano i nomi o le deleghe che verranno attribuite, il punto è su quali indirizzi la Giunta si muoverà? Quali sono le azioni politiche che il Comune dovrà attivare? Sono queste le domande a cui dovremmo rispondere, tutti insieme, prima di muovere qualsiasi azione.
Al contrario, in questi ultimi mesi di pieno travaglio e di vero cambiamento, in Italia ci sono state tante sorprese e tante certezze. Matteo Renzi, dopo aver vinto le primarie e dopo essere diventato Presidente del Consiglio, ha saputo da subito imprimere una nuova proposta, sia nel partito, aderendo da subito al Pse, sia nella politica italiana, dove nella scorsa settimana è stato dato un impulso positivo a tutto il sistema, restituendo quelle speranze come mai nessun Governo ha fatto negli ultimi anni in Italia.
Questo è l’allarme e la sfida che sinceramente mi sento di esprimere a tutti, facendo anche io autocritica, al fine di sconfiggere quelle vecchie regole, legate a quell’autoreferenzialità sottile e stancante che non ha mai portato a nulla e, soprattutto, non ha fatto, lo ripeto ancora una volta, crescere responsabilmente nessuno nel partito e ovunque. Da qui il desiderio di portare nuove idee, di coinvolgere tutto il partito, di lottare tenacemente per questo cambiamento, il quale non può che passare per un sano coinvolgimento tra coloro i quali percepiscono questa mia stessa urgenza, che necessita di responsabilità, ma soprattutto dell’impegno e della concretezza della sfida che ci attende”.

