Castiglione della Pescaia (Grosseto). “Profondo imbarazzo politico e istituzionale”: è questo il motivo alla base della decisione dei gruppi consiliari lista civica L’Alternativa e Viva Castiglione di astenersi durante la votazione del punto 4 all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Castiglione della Pescaia (Proposta di Delibera n. 56/2026 sul “Sostegno alla proposta di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”).
I rappresentanti delle forze di opposizione hanno denunciato in aula “l’evidente contraddizione della maggioranza”, accusata di presentarsi “come paladina del commercio locale dopo aver promosso la realizzazione del nuovo centro commerciale nell’area ex Paoletti”.
Le principali motivazioni della dichiarazione di voto
“L’opera del centro commerciale, assente nel programma elettorale e nel progetto originale dell’ex Paoletti e sempre negata in Consiglio comunale, ha rappresentato, per l’opposizione, uno spartiacque politico per la durata dell’amministrazione e un danno per il tessuto economico locale – si legge in una nota dei due gruppi di opposizione –. La delibera, elaborata da Confesercenti, notoriamente politicamente schierata (l’unica associazione che non partecipò all’assemblea pubblica sulla nascita del nuovo centro commerciale), viene vista come un tentativo tardivo della maggioranza di riabilitare la propria immagine di fronte alla cittadinanza. È stata evidenziata l’apparente discrepanza nelle posizioni del centrosinistra a livello provinciale (in linea generale contrari ai nuovi centri commerciali rispetto alla posizione locale), vedi Grosseto dove si trovano all’opposizione, mentre le scelte urbanistiche concrete attuate a Castiglione della Pescaia, dove governano, sono esattamente il contrario, cementificando e svuotando il commercio locale”.
I gruppi L’Alternativa e Viva Castiglione hanno ribadito la scelta del voto di astensione “per rifiutare qualsiasi complicità” con quello che definiscono “un atteggiamento di palese ipocrisia politica nei confronti dei commercianti e dei cittadini castiglionesi”.

