Follonica (Grosseto). “Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di venerdì 31 luglio la maggioranza ha votato contro l’Ordine del Giorno presentato unitariamente dalle consigliere e dai consiglieri di opposizione che chiedeva un gesto di assoluto buon senso: sollecitare il Ministero della salute a pubblicare la relazione annuale sull’attuazione della Legge 194, prevista dalla legge e in forte ritardo”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Follonica a Sinistra.
“Non si trattava di entrare nel merito delle convinzioni personali sull’interruzione volontaria di gravidanza, ma di chiedere il rispetto di un obbligo di legge e di garantire la disponibilità di dati aggiornati, indispensabili per verificare l’effettivo accesso ai servizi, i tempi di attesa, la diffusione dell’obiezione di coscienza e la presenza dei consultori sul territorio – continua la nota -. La scelta della maggioranza è quindi incomprensibile. Votare contro un semplice invito alla trasparenza significa negare l’importanza di uno strumento essenziale per monitorare l’applicazione di una legge dello Stato e per consentire alle istituzioni di programmare adeguatamente i servizi sanitari”.
“L’Ordine del Giorno chiedeva esclusivamente che il sindaco e la Giunta si facessero portavoce presso il Governo affinché venisse rispettato quanto previsto dalla Legge 194 e che la relazione fosse pubblicata con dati aggiornati e disaggregati. Nulla di più. Per Follonica a Sinistra è grave che la maggioranza abbia scelto di bocciare una richiesta di trasparenza istituzionale, trasformando una questione di rispetto della legge e di accesso alle informazioni in uno scontro ideologico. Tra l’altro la cosa stupisce anche perché in passato, alcune consigliere di maggioranza, per lo meno quelle espressione delle liste civiche, avevano dimostrato una qualche attenzione al tema dei diritti civili. Invece stavolta silenzio e allineamento su tutta la linea – termina il comunicato -. Continueremo a difendere il diritto delle cittadine e dei cittadini ad avere istituzioni trasparenti e servizi pubblici monitorabili, perché i diritti si tutelano anche garantendo dati aggiornati, controllo democratico e piena applicazione delle leggi dello Stato”.

