Capalbio (Grosseto). Dopo Enrico Terrinoni e Fabio Cremonesi nel 2022, Monica Pareschi nel 2023, Marina Pugliano e Valentina Tortelli nel 2024 e Pina Napolitano lo scorso anno, il Premio Fondazione Capalbio per l’opera tradotta viene assegnato a Maria Nicola per la traduzione di “Il buon male”, di Samanta Schweblin (Einaudi).
È arrivato, dunque, il nome del vincitore della rassegna capalbiese guidata dal direttore artistico Daniele Petruccioli che, sabato 5 settembre, alle 19, al Teatro del Leccio vedrà la cerimonia di premiazione.
“Nell’estate in cui festeggiamo la ventesima edizione di Capalbio Libri – commenta il sindaco Gianfranco Chelini –, accogliamo il debutto del Premio Fondazione Capalbio per l’opera tradotta fuori dall’ambito del Premio internazionale Capalbio-Piazza Magenta. Un passo decisivo che certifica la costante crescita e il prestigio di un appuntamento che, ormai, è divenuto un vero e proprio punto di riferimento nel campo della traduzione per il mondo editoriale italiano. Ringraziando il direttore artistico Daniele Petruccioli e tutti coloro che hanno contribuito al successo della rassegna, a nome dell’amministrazione comunale di Capalbio porgo le congratulazioni a Maria Nicola per la vittoria finale”.
Oltre al vincitore del Premio Fondazione Capalbio per l’opera tradotta, sono stati assegnati due riconoscimenti speciali Vignaioli di Scansano: uno all’opera classica tradotta a Mariolina Bertini (per “Adieu”, di Honoré de Balzac, Il ramo e la foglia edizioni) e uno per l’insieme dell’opera tradotta a Ottavio Fatica (il cui ultimo titolo è “Operazione Shylock” di Philip Roth, Adelphi).
“L’indipendenza della rassegna – dichiara la presidente di Fondazione Capalbio Maria Concetta Monaci – valorizza ancora di più la stagione culturale, evidenzia maggiormente il legame del nostro territorio con i libri e la lettura e dà un nuovo impulso al respiro internazionale di Capalbio”.
I finalisti
Merita infine ricordare gli altri traduttori che, insieme a Maria Nicola, compongono la cinquina finalista: Federica Di Lella per la traduzione di “Meglio così”, “di Amélie Nothomb (Voland), Marino Magliani per la traduzione di “Attraversare l’acqua”, di Luisa Etxenike (Scritturapura), Martina Testa per la traduzione di “Vivi e morti”, di Zadie Smith (Sur) ed Eusebio Trabucchi per la traduzione di “Il ritorno di Isaak de Vriendt”, di Arnold Zweig (L’Orma). “Finalmente a Capalbio nasce un premio completamente dedicato all’arte del tradurre e ai suoi infaticabili adepti. Ne siamo orgogliosi, e grati”, commenta il direttore artistico Daniele Petruccioli.
Il Premio Fondazione Capalbio per l’opera tradotta, patrocinato dal Comune di Capalbio, attribuisce un riconoscimento alle opere letterarie tradotte in italiano e pubblicate in Italia dal 1° giugno 2025 al 30 giugno 2026, offrendo al vincitore o alla vincitrice una targa e un premio in denaro. La premiazione si terrà sabato 5 settembre, alle ore 19, al Teatro del Leccio, con la conduzione di Florinda Fiamma.
Il programma completo della stagione culturale è disponibile sul sito www.fondazionecapalbio.it.

