Home AmiataNuova raccolta differenziata, il Pd: “Il piano ignora le esigenze dei cittadini”

Nuova raccolta differenziata, il Pd: “Il piano ignora le esigenze dei cittadini”

di Redazione
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Castell’Azzara (Grosseto). Le recenti assemblee pubbliche di Selvena e Castell’Azzara sulla nuova raccolta differenziata stradale con Sei Toscana hanno registrato una critica partecipazione sia dei cittadini residenti, sia dei non residenti. Il Partito Democratico, tramite il segretario Luigi Benelli Di Maro, contesta sia il metodo sia il merito del provvedimento.

«Il primo errore dell’amministrazione comunale riguarda la totale mancanza di coinvolgimento preventivo della popolazione – dichiara Benelli Di Maro. Non c’è stata alcuna assemblea preliminare, sondaggio o informativa. La cittadinanza si è trovata davanti al fatto compiuto, con i bidoni già posizionati sul territorio, tra l’altro in posizioni fortemente discutibili. Pur avendo il pieno potere legale di deliberare, è solo dal confronto con la comunità che si possono costruire le soluzioni più adatte e ottenere gli spunti necessari per trattare con il gestore, specialmente a fronte di un aumento dei costi del porta a porta pari al 28%».

Il Pd evidenzia come «un comune montano come quello di Castell’Azzara, caratterizzato da inverni rigidi, salite ripidissime e una forte frammentazione urbanistica, non possa essere governato con modelli standardizzati. La scelta di limitare la raccolta a domicilio esclusivamente all’interno del centro storico esclude di fatto le aree periferiche e le case sparse, dove risiedono moltissimi cittadini anziani o con ridotta mobilità. Chiedere a persone di ottanta o novanta anni di trasportare carichi pesanti come il vetro lungo pendenze severe per raggiungere i nuovi cassonetti stradali non è tollerabile».

Per il Pd, «l’assistenza alle fasce deboli deve essere un servizio strutturato dall’ente locale e non può essere delegata al soccorso volontario di vicini o parenti, come detto dall’amministrazione comunale durante l’assemblea a Selvena. Oltre al rincaro tariffario, si registrano un taglio netto dei servizi di prossimità e l’abbandono di località periferiche storiche, come la Querciolaia a Selvena, dove le vecchie postazioni sono state rimosse perché ritenute troppo onerose da adeguare. C’è inoltre un concreto rischio di degrado per le nuove isole ecologiche, oggi prive di un piano strutturato di videosorveglianza o di tessere magnetiche».

«Chiediamo una dimostrazione chiara e trasparente del fatto che l’amministrazione non si sia limitata a copiare e incollare sull’incarico l’offerta di Sei Toscana – conclude Benelli Di Maro. L’obiettivo di efficientare la differenziata è pienamente condiviso, ma Castell’Azzara ha bisogno di un’amministrazione autorevole, capace di trattare con i gestori da una posizione di forza, ponendo il benessere e la dignità dei cittadini al di sopra dei puri algoritmi commerciali».

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