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Grosseto. Giovedì scorso il Comune di Grosseto ha pubblicato il bando per l’accesso agli appartamenti dell’edilizia residenziale pubblica (Erp). Il Sunia (sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari) ha chiuso per l’intera giornata la propria sede di via Manetti per prepararsi all’assalto dell’esercito di famiglie che presenteranno la domanda.
«Già ad oggi – sottolinea il presidente del Sunia grossetano, Antonio Terribile – abbiamo ricevuto più di 200 prenotazioni per la compilazione delle domande. Va tenuto conto del fatto che per ciascuna richiesta possono essere allegati fino a 14 documenti, e che mediamente impieghiamo 40 minuti per la compilazione telematica di ciascuna pratica con l’invio di tutti gli allegati. L’elevato numero di richieste che c’è già pervenuto è la conferma a suo modo drammatica della ‘fame’ di case pubbliche da parte di un’utenza debole che non può permettersi né gli affitti di mercato, né tantomeno l’acquisto della prima casa con un mutuo. Va tenuto conto del fatto che quando il costo della locazione supera il 30% del reddito disponibile, qualunque famiglia, tanto più quelle con figli o monoreddito, va in crisi.
A questo proposito – aggiunge Terribile – voglio solo ricordare il recente studio di Cna Toscana, secondo il quale gli affitti si mangiano il 50% dello stipendio. Con le retribuzioni che negli ultimi 5 anni sono cresciute del 10% a fronte di un incremento dei canoni di locazione del 49%. Mi pare non ci sia molto altro da commentare».
Terribile è reduce da un’assemblea regionale del Sunia tenutasi giovedì scorso a Firenze, alla quale era presente una folta delegazione maremmana.
«L’ultimo report sull’abitare della Regione Toscana ha confermato che nella provincia di Grosseto, oltre ad esserci più di 300 sfratti annuali, che costituiscono già un numero significativo, l’altro grave problema dell’edilizia residenziale pubblica è costituito dalle drammatiche situazioni in cui versano molte case popolari – spiega Terribile -, che Epg non è in grado di adeguare e ristrutturare perché non ha le risorse adeguate. Per fare solo qualche esempio, basta guardare alle condizioni in cui versano gli appartamenti di via Tarantelli a Bagno di Gavorrano, dove l’umidità di risalita in un fabbricato mal costruito sottopone 10 famiglie su 12 ad un grave disagio abitativo per le condizioni poco dignitose di vita. Oppure il fabbricato in via dei Barberi 68 a Grosseto, dove, dopo un forte temporale dello scorso dicembre che ha divelto le tegole dell’edificio, non è stato ancora sistemato il tetto, con la conseguenza che soffitte e appartamenti ai piani alti sono infiltrati dall’umidità, creando anche in questo caso disagi profondi alle famiglie che ci vivono. Allo stesso modo potrei parlare dei “torrini” di via Grecia, delle terrazze degli appartamenti di via Monte Bianco, via Statonia o di via Varese, nel centro storico del capoluogo».
Per questi motivi, secondo il Sunia, in prima battuta «bisogna erogare velocemente le risorse per il recupero e l’adeguamento del patrimonio pubblico esistente, in modo da sfruttarlo appieno con le assegnazioni. In parallelo, poi, bisogna destinare altre risorse statali all’edilizia residenziale pubblica, ripristinando subito il fondo nazionale per gli affitti e quello per le morosità incolpevoli. Altrimenti la situazione è inevitabilmente destinata ad esplodere».
C’è poi l’aspetto relativo all’housing sociale. «La fascia grigia di ceto medio che non può accedere all’Erp né ai mutui per comprarsi la prima casa, avrà pochissimi vantaggi da appartamenti realizzati da investitori privati ed affittati a “canoni sociali” scontati rispetto a quelli di mercato – termina Terribile –. Questo perché i prezzi di mercato sono troppo alti, e gli sconti che potrà fare chi realizza edifici per l’housing sociale non daranno comunque la possibilità a molti di poter pagare i canoni. Tutto questo spiega come lo sbandierato “piano casa” del Governo Meloni sia solo un grande bluff. Oltretutto in una prospettiva a 10 anni, a fronte di un’emergenza attuale».
La documentazione
Sunia ricorda quali sono i documenti da portare per la presentazione telematica della domanda di accesso agli edifici di proprietà pubblica.
Documentazione obbligatoria
Spid (nome utente/password/Pin) oppure tessera sanitaria attivata con Pin; Isee e Dsu 2026, cioè la documentazione riferita ai redditi percepiti nell’anno 2024 (Cud 2025 o 7 e 32.025 o unico 2025); documento di identità; per i cittadini extracomunitari, carta di soggiorno, ovvero permesso di soggiorno almeno biennale con relativa indicazione dell’attività lavorativa; marca da bollo di 16 euro.
Per eventuale attribuzione del punteggio è necessario portare: certificazione di invalidità se è presente nel nucleo familiare; in caso di separazione l’atto di omologa della separazione; in caso di corresponsione di assegno di mantenimento presentare sentenza; contratto di locazione con documenti della registrazione all’Agenzia delle Entrate ed eventuali rinnovi (riferimento anno 2024); attestazione da parte del Coeso o del Comune di Grosseto, o di altri enti virgola di alloggio precario; provvedimento esecutivo di sfratto convalidato anteriore alla data del bando (e non superiore ai due anni); se c’è una situazione di sovraffollamento (oltre due persone a vano) oppure un alloggio adibito impropriamente ad abitazione è necessario il certificato Asl che attesti la condizione (da richiedere agli uffici della Asl di Villa Pizzetti in via Cimabue); in caso di barriera architettonica in presenza di persona con disabilità è necessaria la relazione tecnica che determini il disagio abitativo e che tali barriere non siano facilmente eliminabili.

