Roccastrada (Grosseto). “Di nuovo si ripropone di utilizzare la cava della Bartolina, con un nuovo progetto di ripristino morfologico e recupero ambientale mediante conferimento di rifiuti ‘non pericolosi’ in discarica controllata”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Moreno Bellettini, presidente del circolo di Roccastrada di Fratelli d’Italia.
“Il proponente e’ la stessa cava Bartolina s r l. A tale proposito, con il silenzio assordante di chi governa il territorio e degli ambientalisti in sonno, è stata convocata, a norma delle vigenti normative, la prima conferenza dei servizi che si terrà il 18 giugno alle 10.00 in videoconferenza – spiega Bellettini -. Per le normative regionali dovrebbe essere garantita la partecipazione all’evento ai portatori di interessi pubblici o privati individuali o collettivi ed ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazione o comitati. Gli interessati, per partecipare e proporre osservazioni, devono far pervenire, affinchè siano prese in considerazione, almeno 48 ore prima, le loro proposte o osservazion al settore Valutazione impatto ambientale della Regione Toscana”.
“Non vogliamo polemizzare sulla presa in considerazione dalla Regione di una destinazione a discarica della cava, sempre osteggiata e rifiutata da decine di anni, vogliamo però ricordare soltanto alcune decisioni prese nel tempo – continua Bellettini -:
1) la sentenza del 28 febbraio 1992 n 102 con la quale il Tar Toscana sottolineava la incompatibilità idrogeologica del sito alla allora proposta di trasformare la cava in discarica;
2) il permesso all’escavazione rilasciato dal Comune di Gavorrano nel luglio 2010 ha autorizzato la coltivazione fino a 50 metri dal fiume, prevedendo il recupero ambientale finalizzato alla creazione di un vasto specchio d’acqua a funzione multipla. Vale a dire regolare il vincolo di rispetto fluviale a fronte di un recupero adatto allo stato dei luoghi;
3) a causa degli scavi che, avvicinandosi troppo al fiume, hanno messo in contatto la cava con la falda, la soluzione più sicura, economica e utile soprattutto alla collettività, è certamente quella di conservare (dopo l’esaurimento del minerale) l’acqua invernale in eccesso in quello che diventerebbe uno dei maggiori invasi artificiali della Maremma, un’importante risposta alle criticità estive idriche’ degli incendi e delle esondazioni”.
“Per concludere vogliamo evidenziare che non è utile per il territorio rischiare con una discarica, se pur ‘controllata’. La discarica sarebbe a ridosso della falda di un fiume che irriga migliaia di ettari a Gavorrano, Roccastrada, Grosseto e Castiglione della Pescaia, con anche aziende di agricoltura specializzata con eccellenze produttive che impiegano molti addetti. Inoltre, il fiume alimenta a Barbaruta i pozzi potabili di Castiglione della Pescaia e Grosseto e il bacino della riserva naturale della Diaccia Botrona, sfociando in una delle spiagge più importanti tra Castiglione e Grosseto. Con quanto sopra brevemente esposto, auspichiamo che tutti i soggetti interessati, dalle istituzioni, dai comitati, dagli operatori produttivi e ai cittadini tutti, si impegnino affinchè si confermi il ripristino ambientale della Bartolina come precedentemente consigliato e previsto dall’autorizzazione di escavazione del Comune di Gavorrano – termina Bartolini -. Unica soluzione sicura per il bene comune dei territori e dei cittadini”.

