Home AmbienteI cittadini portano al Tar la battaglia contro il fotovoltaico: “Oltre 230 ettari di campagna a rischio pannelli”

I cittadini portano al Tar la battaglia contro il fotovoltaico: “Oltre 230 ettari di campagna a rischio pannelli”

"Giù le mani dalla Maremma"

di Redazione
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Roccastrada (Grosseto). Oltre 230 ettari di territorio agricolo potrebbero diventare un unico grande bacino destinato agli impianti fotovoltaici e agrivoltaici. Un’area quasi cinque volte più estesa dell’intero abitato di Ribolla. È questo il dato che sta mobilitando cittadini e realtà ambientaliste a Roccastrada, dove la protesta contro quella che i promotori definiscono una «sregolata occupazione del suolo agricolo» arriva ora davanti al Tar della Toscana.

A quasi settecento anni dal celebre assedio di Montemassi del 1328, immortalato nell’affresco del Palazzo pubblico di Siena, la Maremma torna così a fare i conti con un nuovo «assedio». Non più quello delle truppe senesi, ma quello di una serie di progetti energetici che, secondo i residenti, rischiano di trasformare profondamente il paesaggio agricolo e rurale del territorio.

Il primo fronte è già arrivato nelle aule della giustizia amministrativa. Il Forum Ambientalista, su impulso dei residenti riuniti nel coordinamento della Sentinella della Maremma e con il sostegno della Coalizione Tess (Transizione energetica senza speculazione), ha presentato ricorso al Tar contro l’autorizzazione del cosiddetto «Progetto Martello», un impianto fotovoltaico approvato attraverso la Procedura abilitativa semplificata. Per sostenere le spese legali e le necessarie perizie tecniche è stata avviata una raccolta fondi pubblica, alla quale i cittadini sono chiamati a contribuire direttamente.

«Stiamo pagando di tasca nostra per difendere il territorio – spiegano i promotori della Sentinella della Maremma, affiancati dal Forum Ambientalista e dalla Coalizione Tess -. Non contestiamo la transizione energetica, ma un modello che rischia di trasformare la campagna in una distesa di pannelli senza una vera pianificazione complessiva e senza un adeguato coinvolgimento delle comunità locali».

Secondo i promotori, il caso del «Progetto Martello» non sarebbe isolato. A Ribolla si sommano infatti altri procedimenti che, se portati a compimento, potrebbero interessare complessivamente oltre 230 ettari. Da una parte ci sono i 209 ettari di aree agricole che, secondo la ricostruzione dei comitati, potrebbero essere interessati dagli effetti delle previsioni urbanistiche relative alla piana di Ribolla; dall’altra i circa 25 ettari dell’impianto agrivoltaico promosso da Spv Energy 3 S.r.l. Il risultato, sottolineano i cittadini, è una superficie potenzialmente interessata dagli impianti pari a quasi cinque volte quella dell’attuale centro abitato di Ribolla.

Sul tavolo c’è anche l’impianto di via della Castellaccia, sempre a Ribolla, da 3.528 kWp, autorizzato attraverso Pas. I residenti stanno effettuando ulteriori approfondimenti e accessi agli atti per verificare l’iter amministrativo e le caratteristiche della società proponente.

Il quadro, dunque, è quello di una comunità che chiede di poter partecipare alle decisioni che riguardano la trasformazione del proprio territorio e che ha scelto di sostenere direttamente una battaglia legale. «Non siamo contro le energie rinnovabili – ribadiscono i promotori –, ma chiediamo che la transizione energetica non diventi il pretesto per sacrificare il paesaggio, il suolo agricolo e l’economia rurale. La produzione di energia pulita deve essere compatibile con i luoghi e deve essere governata, non semplicemente subita».

Per sostenere il ricorso al Tar e le attività tecniche necessarie è possibile contribuire alla campagna di autofinanziamento attraverso il link tinyurl.com/Dona-Martello. È inoltre prevista per venerdì 21 agosto a Roccastrada una merenda/cena di raccolta fondi. Informazioni e iscrizioni sono disponibili attraverso tinyurl.com/21-agosto.

La vicenda di Roccastrada riporta così al centro una questione che va oltre i singoli procedimenti: come conciliare la necessaria transizione energetica con la tutela del paesaggio, del suolo agricolo e delle comunità che quei territori li abitano. È su questo equilibrio che i cittadini chiedono oggi un confronto, e sul «Progetto Martello» sarà ora il Tar della Toscana a dover esaminare le contestazioni sollevate.

Nella foto: Montemassi vista dal campo dove verrà realizzato l’impianto da 25 ettari di SPV Energy 3

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