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Gerfalco (Grosseto). Dal 2011 Gerfalco ospita il primo festival italiano dedicato alla viola da gamba. E il 23 agosto è prevista la partenza della sedicesima edizione.
Il Festival delle Viole, attraverso concerti, masterclass, seminari, convegni e corsi di perfezionamento dedicati a giovani concertisti, ha portato nel piccolo borgo toscano importanti interpreti della musica barocca e giovani musicisti provenienti dall’Italia e dall’Europa. Il legame tra Gerfalco e lo strumento è diventato così identificativo che all’ingresso del paese un cartello turistico accoglie i visitatori con la scritta: «Gerfalco, il paese della viola da gamba».
Alla base del progetto vi è però un’idea, nata dal direttore artistico Alessandro Pierini e promossa dall’associazione culturale Tutti i Paesi del Mondo con il sostegno fattivo e continuo da parte dell’amministrazione comunale, che ha creduto e sposato un progetto ed una visione di lungo periodo. Un’idea che va oltre il festival musicale: costruire l’identità contemporanea di un piccolo paese attraverso la cultura e l’immaginazione, che vada oltre la ripetizione delle consuete ricostruzioni delle tradizioni.
La viola da gamba, apparentemente estranea alla storia di Gerfalco, presenta in realtà una suggestiva affinità con il destino dei piccoli borghi di montagna. Dopo essere stata uno degli strumenti più importanti della musica europea, alla fine del Settecento, venne progressivamente abbandonata, fino a scomparire del tutto durante l’Ottocento e parte del Novecento. In un certo senso fu uno strumento “disabitato” prima di essere riscoperto nel suo repertorio e nella sua peculiarità estetica. Una storia che richiama metaforicamente quella di tanti piccoli paesi oggi minacciati dallo spopolamento.
Da questa esperienza, da questa metafora, sono nate altre attività di ricerca chiamate gli “Incontri impossibili”, un insieme di iniziative culturali che mettono Gerfalco e la sua storia in relazione con mondi apparentemente lontani: dalle similitudini poetiche e biografiche di Emily Brontë e Dina Ferri alla corrispondenza tra Pier Paolo Pasolini e il minatore gerfalchino Giuliano Sorresina; dagli incontri scientifici con l’astrofisica Paola Caselli fino alla Contessa di Gerfalco sulle fake news e al progetto letterario “Giallo/Viola”.
Il Festival delle Viole e gli “Incontri impossibili” condividono dunque la stessa idea: la tradizione non deve essere soltanto conservata, ma può essere ripensata e persino costruita attraverso l’immaginazione. In questo modo Gerfalco non diventa il museo del proprio passato, ma un luogo capace di emanciparsi producendo una sua cultura, una sua personalità e, attraverso di essa, immaginare il proprio futuro.
Il fFstival delle Viole è sostenuto da Comune di Montieri, Regione Toscana, Ministero della Cultura, Parco delle Colline Metallifere, Kurt Redel Stiftung, Cassa di Risparmio di Firenze, Unicoop Etruria, Accademia Chigiana di Siena e Mozarteum.
Il programma
23 agosto
Vittorio Ghielmi, Krzysztof Firlus, Anne Firlus. Musiche di M. Marais, Mr De Sainte Colombe, C. Simpson, A. Forqueray.
26 agosto
“Il Concerto delle Viole” – Roberto Gini, Patxi Montero, Teresa Lion, Silvia De Rosso e Marco Angilella. Musiche di John Dawland.
27 agosto
Recital solistico di Friederike Heumann. Musiche di: G.P. Telemann, J.S. Bach, K.F. Abel.

