Grosseto. “Ogni anno le classifiche del Sole 24 Ore offrono una fotografia della situazione italiana che, almeno per chi si occupa di governo locale, vale la pena guardare con attenzione. I dati di quest’anno su Grosseto parlano chiaro: siamo agli ultimi posti d’Italia quando si parla di opportunità per i giovani”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Cristian Marchini, consigliere comunale del Partito Democratico di Grosseto.
“I numeri meritano di essere citati per intero – continua la nota –. 97° posto su 107 province per imprenditoria giovanile. 66° per livello d’istruzione. 95° per laureati nella fascia 25-34 anni. 98° per contratti a tempo determinato trasformati in contratti stabili. Non si tratta di una flessione temporanea, sono indicatori che si deteriorano in modo costante, anno dopo anno, e che descrivono un territorio che fatica a trattenere i propri giovani. Questi dati hanno una ricaduta diretta sull’azione amministrativa. In sede di Consiglio comunale ho avuto modo di verificare che le risorse dedicate alle politiche giovanili, nel bilancio vigente, ammontano a poco più di 30.000 euro complessivi, inclusi i fondi per il Polo universitario e i 2.000 euro alla voce ‘politiche giovanili’. È una cifra che invita a riflettere sulle priorità di spesa: il bilancio comunale stanzia circa 600.000 euro per lo staff del sindaco e mantiene in vita strutture, come l’ufficio relazioni internazionali, il cui impatto concreto sulla vita dei cittadini è difficile da misurare. Riallocare anche solo una parte di quelle risorse verso una struttura dedicata stabilmente alle politiche giovanili sarebbe una scelta coerente con l’urgenza che i numeri ci segnalano”.
“Perché che i giovani lasciano Grosseto non è un mistero – sottolinea Marchini –. Mancano lavoro stabile, formazione adeguata, prospettive concrete. Il tasso di inattività lavorativa giovanile a livello nazionale ha raggiunto l’80,1%, una cifra che non riguarda solo il governo centrale, ma che si riflette sulle scelte che ogni amministrazione locale può e deve fare. Le proposte che ritengo prioritarie sono tre. Prima: rafforzare il Polo universitario, che è lo strumento più diretto per trattenere talenti sul territorio anziché vederli partire dopo il diploma. Seconda: costruire una strategia condivisa tra i Comuni della provincia per attrarre investimenti e creare condizioni di lavoro stabile, perché le politiche giovanili non si governano municipio per municipio. Terza: stanziare risorse adeguate, non simboliche, per questo settore, rivedendo voci di spesa che oggi riflettono priorità diverse”.
“La questione non è ideologica. È una questione di dati, di scelte di bilancio e di cosa questa città vuole essere tra dieci anni – termina Marchini -. Grosseto ha risorse, ha storia, ha una qualità della vita che vale. Ma senza politiche concrete per le nuove generazioni, quei giovani che oggi se ne vanno difficilmente torneranno. E ripartire da zero, tra un decennio, sarà molto più costoso che investire adesso”.

