Follonica (Grosseto). Nei prossimi anni, il Golfo di Follonica e la Val di Cornia saranno interessate dal progetto “Tunisia – Italia link” dell’azienda Zhero, che porterà in Italia energia pulita prodotta nel deserto tunisino con fotovoltaico ed eolico.
L’energia prodotta coprirà il 5-10% del fabbisogno nazionale e arriverà nel nostro Paese attraverso quattro cavi sottomarini Hvdc: una tecnologia che consente di trasportare grandi quantità di energia elettrica in corrente continua su lunghe distanze, riducendo drasticamente le perdite rispetto alla corrente alternata.
Il Partito Democratico di Follonica ritiene questo intervento di grande utilità, chiedendo al tempo stesso il rispetto delle connotazioni del nostro territorio per la scelta del tratto di costa dove arriverà il cavo, nonché le attese compensazioni.
“Il progetto ‘TI link’ è senza dubbio strategico per l’intero Paese – afferma il segretario del Partito Democratico di Follonica, Matteo Iannitelli -. L’utilizzo di energia rinnovabile, prodotta in aree desertiche della Tunisia, ridurrà il consumo di combustibili fossili e le relative emissioni di gas serra. Inoltre, contribuirà a diversificare le nostre fonti di energia, sempre più necessario nel quadro di disordine geopolitico in cui ormai viviamo. In questo, le infrastrutture sottomarine rappresentano un elemento cardine per la costruzione di una rete elettrica integrata. È però importante guidare questo cambiamento e l’intervento della politica in questo frangente è fondamental..”
I cavi sottomarini avranno un punto di approdo nel Golfo di Follonica. Dietro al punto di approdo ci sarà un allacciamento con cavi terrestri che, interrati, arriveranno a una stazione di trasformazione della corrente, da continua ad alternata, per poi collegarsi alla stazione Terna di Svuoterò per l’immissione nella rete nazionale. Per gli approdi, la società Zhero, che ha iniziato un percorso partecipativo con il territorio per garantire un’esecuzione fluida del progetto, ha ipotizzato due localizzazioni: un’area a Pratoranieri, tra via don Sebastiano Leone e viale Italia, dove qualche anno fa fu tentata l’installazione di un Luna Park, oppure nel Comune di Piombino, all’interno del parcheggio di Torre Mozza.
“Se il progetto accoglie il massimo sostegno, esprimiamo perplessità per le proposte di approdo dei cavi. – sostiene Iannitelli – L’impresa indica che l’impatto a terra sarà limitato: se abbiamo capito bene, si tratta di un manufatto sotterraneo di 20 metri per 20 metri. Tuttavia, riteniamo inopportuno collocare una struttura, che comunque ha connotati industriali, in una zona di alto valore paesaggistico, ambientale e a forte vocazione turistica. Ci sembra più logico far approdare il cavo sulla costa della vasta zona industriale di Piombino, o nei pressi dell’ex centrale di Torre del Sale o, ancora, a Scarlino, in corrispondenza dell’area industriale del Casone. Luoghi già interessati da infrastrutture, dove questi interventi sarebbero sicuramente meglio contestualizzati.”
Il Partito Democratico chiede poi adeguate compensazioni, per le aziende e i cittadini, ad esempio con sconti sulle bollette. E invita l’azienda a considerare l’utilizzo di maestranze e imprese locali per l’esecuzione dei lavori, nonché un’attenzione sui lavoratori del territorio per l’esercizio della stazione di trasformazione, che dovrebbe essere collocata nel comune di Piombino o Campiglia.
Per saperne tutti di più, i cittadini e le cittadine possono partecipare al prossimo incontro di presentazione del progetto “Ti-Link”, che si terrà martedì 19 maggio alla sala Tirreno.
“É importante far sentire adesso la voce del territorio, prima che i giochi siano fatti”, termina il Pd.

