Home Colline del Fiora“Il flauto magico” di Mozart e i suoi segreti nascosti: se ne parla in un incontro in biblioteca

“Il flauto magico” di Mozart e i suoi segreti nascosti: se ne parla in un incontro in biblioteca

L'iniziativa è in programma sabato 4 aprile

di Redazione
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Montemerano (Grosseto). “Il flauto magico” di Wolfgang Amadeus Mozart, l’ultima opera composta, insieme al Requiem, prima della morte prematura, è la seconda opera lirica più rappresentata al mondo. Il suo successo va oltre la popolarità del testo dal doppio registro drammatico e comico, le tenebre della regina della Notte e la coppia Papageno/Papagena.

Mozart stesso aveva fatto un lavoro di revisione del libretto, oltre alla sua straordinaria composizione musicale. È un’opera anomala che ha avuto grande fortuna, e che continua a creare interesse e suggestioni, tanto che molti registi contemporanei ci si misurano intrecciandola a temi di attualità.

“L’opera di Mozart non è un’opera buffa, ma una fiaba filosofica, un rito di iniziazione che ha le sue radici nella cultura illuminista di fine Settecento”, dichiara il giornalista e musicologo Vittorio Sabadin, che porta il suo amore per l’opera lirica e in particolare per Il flauto magico tra gli studenti nei percorsi di ascolto che promuove da molti anni al Teatro Regio di Torino.

Vittorio Sabadin sarà sabato 4 aprile alle 18 all’Accademia del libro – Biblioteca comunale di storia dell’arte di Montemerano e aiuterà a scoprire tutta la simbologia e i significati nascosti dell’opera, con l’aiuto di brani del film del 1975 di Ingmar Bergman.

“Offre un mito fondante di ogni cultura, quello dei riti di iniziazione – spiega Sabadin -. Il principe Tamino sviene dalla paura, inseguito da un drago. Ma la sua faretra è vuota, non ha più frecce. È disarmato come vuole la ritualità massonica, una componente importante del pensiero illuminista, che si fonda sulla ragione contro la superstizione e il dispotismo, che ha dato vita all’epoca moderna”.

Tamino con l’aiuto del flauto magico riesce a superare le prove iniziatiche: prima il silenzio, poi l’aria, il fuoco, l’acqua, sapendo che la realtà non è quella che appare.

“L’opera è piena di simbologie massoniche ed esoteriche – dichiara ancora Sabadin –. I cinque accordi della famosa ouverture, il tre che ritorna nel numero delle damigelle, dei geni, degli schiavi, dei templi, Natura, Ragione e Saggezza, i tre livelli della conoscenza, dei fanciulli che fanno da guida. Il rito di iniziazione della nascente società borghese è tutto un gioco di specchi, di simmetrie e di sdoppiamenti. Ma è con Pamina che Tamino si salva, Mozart ci dice che è l’amore che guida, che ristabilisce l’equilibrio cosmico”.

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