Grosseto. “Il 22 e 23 marzo voteremo sul referendum confermativo della riforma dell’ordinamento giudiziario. Crediamo che tale riforma non serva a porre rimedio ai problemi che affliggono la giustizia, non si toccano ad esempio i tempi dei processi, la cronica mancanza di personale e l’informatizzazione dei procedimenti”.
A dichiararlo, in un comunicato, sono gli avvocati iscritti al Foro di Grosseto Sandro Bartalini, Andrea Bartalucci, Leonardo Befi, Grazia Bessi, Roberto Burzi, Anna Caivano, Lucia Capaccioli, Enrico Cavalletto, Massimo Ceciarini, Paolo Ceciarini, Roberta Celata, Elisa Costantini Giannetti, Carlo De Martis, Cristina De Masi, Elisabetta Fortunati, Daniele Falagiani, Luciano Giorgi, Francesco Giorgi, Giovanni Gori, Valentina Guerriero, Claudio Marconi, Marco Meconcelli, Luca Montemaggi, Giuliana Romualdi, Lucia Pinto, Paola Pippi, Alice Procopio, Lucia Rossi, Christian Sensi, Anna Teglielli.
“Questa consistente riforma della Costituzione viene proposta nel momento in cui si registra il più aspro contrasto tra una parte politica e la magistratura, fatta oggetto di attacchi pesantissimi e generalizzati, facendo intendere che la magistratura voglia ostacolare l’operato del Governo – continua la nota -. Come cittadini, prima ancora che come operatori del diritto, siamo convinti che il confronto tra organi costituzionali debba rispettare i ruoli istituzionali, senza che un potere dello Stato cerchi di fomentare sospetti sull’operato dell’altro, indicato come avversario da eliminare. Questa riforma ha la finalità palese di ridimensionare, invece che attuare, istituti democratici che nella visione dei costituenti dovevano creare un perdurante equilibrio tra i diversi poteri dello Stato. Si inquadra in una serie di riforme che hanno l’evidente finalità di destrutturare il sistema democratico che ha come riferimento la nostra Costituzione: la nuova disciplina della Corte dei Conti, l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, la nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche, la riduzione del numero dei parlamentari ed una legge elettorale con significativi premi di maggioranza e liste bloccate per la parte proporzionale”.
“La riforma proposta non assicurerà la liberazione della magistratura giudicante dalle presunte influenze dei Pubblici Ministeri, realizzando il giusto processo: il nuovo processo penale nella sua attuale struttura, riformata nel 1988, garantisce al giudice una posizione di terzietà assoluta rispetto al Pm, all’imputato e alla parte civile – sottolinea il comunicato –. Le finalità sono altre: questa riforma entra in evidente collisione con il principio della tripartizione dei poteri creando un Pm che, potenzialmente, potrà finire nell’ottica dell’esecutivo realizzando un sostanziale primato della politica sulla magistratura. Si avvia, infatti, una progressiva uscita del Pubblico ministero dal suo ruolo all’interno della giurisdizione, trasformandolo in un soggetto che potrebbe avere come unica funzione la supervisione della Polizia giudiziaria. Si introduce un meccanismo apparentemente bizzarro, come quello dell’estrazione a sorte dei membri del Csm, che avrà come unico effetto quello di favorire la componente laica, preselezionata dal potere politico, soprattutto nei procedimenti disciplinari avanti all’Alta Corte”.
“Il ruolo degli avvocati è anche quello di difendere democrazia e rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione, scongiurando avventurose riforme che si discostano da essi: riteniamo sia indispensabile votare No a questo referendum, consapevoli dei danni che una riforma del genere potrà arrecare anche a breve termine sul futuro democratico del nostro Paese. Vogliamo, con la nostra posizione, contribuire al dibattito interno all’avvocatura che non è certamente compatta sul Sì, rendendo consapevoli i cittadini delle sopra evidenziate criticità della riforma in questione. Il nostro è un No a difesa dei valori della Costituzione, contro una riforma inutile e punitiva, densa di ombre ed incognite di cui parte della politica tenterà di approfittare – termina il comunicato -. Siamo e resteremo sempre a sostegno delle riforme che davvero occorrono per un’amministrazione efficace della giustizia di cui, malgrado i richiami di alte cariche dello Stato, la politica sembra non avvertire l’urgenza e la necessità primaria, per una democrazia moderna e sempre ispirata ai valori recepiti nella nostra Carta Costituzionale in cui ci riconosciamo come cittadini e come avvocati”.

