Home AttualitàDistretto sanitario, il Garante: “Percorso accessibile inadeguato, disagi per gli utenti”

Distretto sanitario, il Garante: “Percorso accessibile inadeguato, disagi per gli utenti”

di Redazione
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Grosseto. “Come Garante della disabilità del Comune di Grosseto mi trovo, ancora una volta, a segnalare una grave criticità riguardante il Distretto sanitario della Asl Toscana Sud Est sito in via Don Minzoni 9/11”.

A dichiararlo è Diego Montani.

“Tralasciando, per il momento, la questione dello stallo riservato alle persone con disabilità, attualmente inaccessibile a causa di lavori di manutenzione e non ancora ripristinato o sostituito, desidero porre l’attenzione su un problema ancora più grave: l’inadeguatezza del cosiddetto ‘percorso accessibile’ per accedere alla struttura – spiega Montani -. Parliamo di un edificio nel quale vengono erogati servizi essenziali e delicatissimi come il Punto unico di accesso (Pua) per le cure domiciliari, il consultorio e il centro di ascolto (Acat). Servizi che dovrebbero essere, per loro stessa natura, facilmente raggiungibili da tutti. Un percorso accessibile, non ‘percorso diversamente abili’, definizione superata e impropria, deve essere un itinerario privo di barriere architettoniche, in grado di garantire autonomia, sicurezza e piena fruibilità degli spazi, nel rispetto della normativa vigente e dei principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con Legge 18/2009. L’accessibilità non è un favore, ma un diritto. È la possibilità, per chiunque, anche con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere e utilizzare un edificio in tutte le sue parti”.

“Un percorso realmente accessibile deve rispettare criteri precisi – continua il Garante -:

  • larghezza adeguata (90–120 centimetri);
  • pendenza non superiore all’8%;
  • segnaletica podotattile (Loges);
  • spazi di manovra idonei;
  • corretta segnalazione con il simbolo internazionale di accesso.

Durante un sopralluogo effettuato in data odierna ho assistito a una scena che non dovrebbe più appartenere al nostro presente: una signora costretta a sollevare di peso il passeggino per superare la scalinata d’ingresso. Questo episodio dimostra, ancora una volta, che l’accessibilità non riguarda solo le persone con disabilità, ma l’intera comunità”.

“È inaccettabile che proprio il Punto unico di accesso, servizio nato per semplificare, integrare e facilitare l’accesso ai percorsi socio-sanitari, presenti barriere che ne ostacolano la fruizione. Il Pua rappresenta uno strumento fondamentale per unire assistenza sanitaria e sociale, per garantire una presa in carico personalizzata e per ridurre la burocrazia. Deve essere accessibile senza difficoltà da tutti – continua il Garante -.Tale situazione evidenzia non solo una carenza strutturale, ma anche una preoccupante mancanza di attenzione verso i principi di inclusione. Se vogliamo definirci una società civile e moderna, dobbiamo avere il coraggio di progettare e intervenire con una visione realmente inclusiva, superando logiche emergenziali o soluzioni improvvisate. Chiedo pertanto un intervento urgente di verifica tecnica e di adeguamento del percorso di accesso alla struttura, nel rispetto della normativa vigente”.

“Come Garante della disabilità del Comune di Grosseto ribadisco la mia piena disponibilità a collaborare con le istituzioni, con la Asl e con tutti i soggetti competenti, non solo a livello comunale, ma sull’intero territorio, per costruire una progettualità ambiziosa e coerente, capace di garantire accessibilità reale e non solo dichiarata, per questo ho inviato un comunicato ufficiale sia al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che alla direzione della Asl. Gli spazi pubblici devono essere fruibili da tutti, a maggior ragione quelli in cui si erogano servizi essenziali alla persona. L’inclusione non è uno slogan: è una responsabilità collettiva – termina Montani -. Il progresso di una comunità si misura dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno”.

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