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Emergenza freddo, Rifondazione Comunista: “Chiusura del dormitorio scelta politica contro poveri”

di Redazione
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Grosseto. Il circolo di Rifondazione Comunista “Vittorio Stefanini” di Grosseto condanna “con forza la decisione di chiudere il dormitorio cittadino di via Edmondo De Amicis, un presidio fondamentale di accoglienza per le persone senza dimora”.

“Una scelta grave e irresponsabile, assunta nel pieno dell’inverno, mentre il freddo rende la strada un pericolo concreto per la salute e la vita di chi non ha un tetto – continua il comunicato del partito -. Non si tratta di una semplice riorganizzazione, ma di un vero e proprio atto di abbandono sociale. La chiusura avviene in una città attraversata da una pesante emergenza abitativa: sfratti in aumento, affitti fuori controllo, edilizia popolare insufficiente e un numero crescente di persone che scivolano nella povertà assoluta. Ancora più scandaloso è il confronto con le scelte di bilancio dell’amministrazione comunale. Dagli atti ufficiali risulta infatti che oltre 600.000 euro di risorse pubbliche sono stati spesi per la comunicazione istituzionale, tra ufficio stampa, campagne promozionali e immagine dell’amministrazione. Seicentomila euro per la propaganda, mentre non si trovano i fondi per garantire un letto e una coperta a chi vive per strada”.

“È una scelta politica chiara: si finanzia l’immagine e si taglia il welfare. Tutto questo nonostante l’esistenza di fondi comunali, regionali e nazionali destinati al contrasto alla povertà e all’inclusione sociale, dal Fondo sociale regionale ai Piani di zona fino alle risorse del Pnrr. Non si può parlare di sicurezza mentre si smantellano i servizi sociali. Lasciare persone in strada non aumenta la sicurezza: produce esclusione, disagio e tensioni sociali. Rifondazione Comunista chiede l’immediato ripristino del dormitorio di via De Amicis e la destinazione prioritaria delle risorse pubbliche ai bisogni reali della città, non alla propaganda politica – termina la nota. Una comunità civile si giudica da come tratta gli ultimi, non da quanto spende per raccontarsi”.

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