Home AttualitàCaregiver, la Consulta provinciale per la disabilità: “Ddl del Ministero è solo un’elemosina”

Caregiver, la Consulta provinciale per la disabilità: “Ddl del Ministero è solo un’elemosina”

di Redazione
0 commenti 77 views

Grosseto. La Consulta provinciale per la disabilità di Grosseto si unisce alla mobilitazione nazionale del Cfu Caregiver familiari uniti per denunciare a gran voce la sua “indignazione rispetto al Ddl prospettato dal Ministero delle Disabilità, relativo al riconoscimento della figura del caregiver familiare”.

“Vogliamo anche noi ricordare al Ministro Locatelli che non sappiamo che farcene di un ‘riconoscimento’ che rappresenta una vera e propria elemosina nei nostri confronti volta a metterci a tacere – dichiarano Valentino Bisconti, presidente della Consulta provinciale per la disabilità, ed Elena Patrizia Improta, vicepresidente della Consulta -. Si sappia che siamo consapevoli di questa scelta politica piuttosto dispregiativa e sminuente e manifestiamo e manifesteremo finché questo Ddl non verrà modificato seguendo parametri di giustizia sociale”.

“Firmate la petizione ed aiutateci a cambiare il destino dei caregiver familiari, la storia siamo noi, ed abbiamo il dovere e il diritto di scriverla con le nostre mani. ‘Nulla su di noi, senza di noi’. Partecipiamo al presidio a Roma, in piazza dei Santi Apostoli, il 27 gennaio alle 10 – continua la nota -. La petizione può essere firmata al link https://www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore/ In Italia chi assiste un proprio familiare convivente, h 24, non è riconosciuto né sostenuto. Si ritrova solo, povero (abbandona il lavoro per assistere), a rischio depressione. La legge è attesa da 30 anni, da 15 ci lavorano in parlamento. La petizione è dedicata a quanti vivono la situazione di assistere un proprio familiare non autosufficiente senza avere mezzi economici sufficienti per vivere, che non possono fare un lavoro stipendiato a causa del lavoro di assistenza, che sono senza un adeguato sostegno da parte dei servizi”.

“Chi vive questa situazione è destinato a logorarsi psico-fisicamente e ha un’aspettativa di vita inferiore di ben 17 anni rispetto alla media. Ottenere il riconoscimento come lavoratore darebbe sollievo in primis perché il caregiver familiare sarebbe finalmente autonomo e avrebbe quelle garanzie di base che sono i diritti di ogni essere umano e cioè i soldi per mantenersi, curarsi se si ammala, riposare e andare poi in pensione – prosegue il comunicato della Consulta -.  Attualmente il caregiver familiare H24 è in perenne stato di ansia a rischio burn out, non ha nessuno che lo sostituisca, non si cura o si cura in maniera inadeguata, si deve ingegnare a vivere con pochissimi soldi spesso quelli dell’assegno mensile del suo assistito. Infine, il caregiver familiare è soggetto a quel fenomeno tremendo dell’omicidio-suicidio che in Italia è liquidato banalmente come ‘gesto disperato’”.

“Illustrare ai politici la seria condizione in cui versano i caregiver familiari e rivendicare la necessità che siano riconosciuti come lavoratori quali effettivamente sono è molto difficile: tuttora in parlamento, nonostante ben 19 disegni di legge tra Camera e Senato giacenti e una commissione dedicata (la XII alla Camera) che ha iniziato i lavori nell’autunno del 2022, ancora non esiste un testo unico né, cosa ancora più grave, è stata individuata la platea, cioè scavalcando la definizione giuridica (comma 255 Legge 205/2017) si teorizza di caregiver ‘prevalente’ addirittura non convivente. Inoltre, questo Governo ha escluso dai lavori per la legge le pochissime associazioni rappresentative di categoria, ammettendo invece le associazioni di colf e badanti o associazioni di patologie rare che nulla hanno a che fare con il destinatario reale della legge. È importante sottoscrivere questa petizione per dare voce a chi davvero si prende cura, gratuitamente e senza aiuti statali, di un proprio caro non autosufficiente, per ottenere il riconoscimento che gli compete e finalmente la dignità”, termina il comunicato -.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: