Home Colline MetallifereComuni montani, Noi Moderati: “Riforma da monitorare, norma tuteli davvero le aree interne”

Comuni montani, Noi Moderati: “Riforma da monitorare, norma tuteli davvero le aree interne”

di Redazione
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Grosseto. «Come forza della maggioranza di governo abbiamo il dovere di essere sentinelle dei territori più fragili. La riforma Calderoli va monitorata con attenzione, perché nessun Comune montano può essere lasciato indietro. Il nostro impegno è garantire che ogni modifica normativa tuteli davvero le comunità che vivono nelle aree interne». 

Così il commissario provinciale di Noi Moderati, Daniele Brogi, interviene sulla proposta di revisione dei criteri per la classificazione delle aree montane, che introduce nuovi parametri relativi alla percentuale di territorio oltre i 600 metri e alla pendenza.

«La riforma sta generando forte preoccupazione nelle zone appenniniche della Toscana e, in particolare, in provincia di Grosseto, dove insistono tre aree montane riconosciute: Amiata, Colline Metallifere e Colline del Fiora – afferma Brogi . Da una prima analisi emerge il rischio che alcuni Comuni possano perdere la classificazione, con conseguenze rilevanti in termini di agevolazioni, investimenti e misure di sostegno allo sviluppo. Si tratta di territori già segnati da fragilità strutturali e da precedenti riforme che avevano modificato lo status amministrativo di diversi Comuni, producendo effetti negativi sul tessuto economico e sociale».

Brogi, capogruppo di Noi Moderati a Massa Marittima, Comune oggi classificato come montano, insieme ai consiglieri comunali di Monterotondo Marittimo Ademaro Dei, Antonio Altieri e Walter Petricci, coinvolgendo anche i consiglieri provinciali Alfiero Pieraccini e Amedeo Gabbrielli, avvierà un’interlocuzione con i parlamentari del partito per approfondire le implicazioni della riforma e valutare eventuali correttivi.

«Chiederemo ai nostri rappresentanti in Parlamento di analizzare con precisione l’impatto della proposta – prosegue Brogi perché qui non si parla di tecnicismi, ma di comunità che rischiano di perdere strumenti essenziali per contrastare lo spopolamento, sostenere le imprese e garantire servizi. Serve una sinergia tra tutte le forze politiche e tra i parlamentari del territorio, perché le aree montane sono un patrimonio comune e vanno difese con responsabilità e visione».

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