Grosseto. “Quando parliamo di sanità in provincia di Grosseto e nelle aree interne, la situazione non è affatto rosea. I cittadini dell’Amiata e dei territori montani vivono ogni giorno sulla propria pelle le gravi carenze del sistema sanitario regionale, conseguenza delle scelte sbagliate della sinistra che governa la Toscana da decenni”.
A dichiararlo è Guendalina Amati, candidata al consiglio regionale della Toscana per Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Grosseto.
“Nel nosocomio di Castel del Piano – spiega Amati – mancano specialisti fondamentali come anestesisti, chirurghi, ortopedici e pneumologi. Di fatto, qualsiasi paziente che necessiti di valutazioni sanitarie urgenti deve essere trasferito a Grosseto. Sul fronte della radiologia, la situazione non va meglio. Da una parte c’è la telemedicina, ma quest’ultima non può sostituire la presenza fisica di radiologi, indispensabili per esami come ecografie, esami con mezzo di contrasto e Tac”.
“Durante la notte – prosegue la candidata – in tutta l’Amiata spesso resta soltanto il medico del pronto soccorso e quello del 118, che non sempre è presente. A questo si aggiunge la cronica carenza di ambulanze, con conseguenze drammatiche per i pazienti più fragili, che rischiano di rimanere ore in barella senza possibilità di essere dimessi. La sostituzione delle ambulanze Blsd con mezzi infermieristici (India), privi di medico a bordo, espone i cittadini e gli stessi operatori a rischi inaccettabili”.
“Nel grossetano, il rapporto dei posti letto per 1.000 abitanti è inferiore sia alla media toscana che a quella nazionale. In Amiata i numeri sono ancora peggiori. La Tac in uso, a soli 4 strati, sembrerebbe obsoleta e non paragonabile alle tecnologie moderne, che arrivano oltre i 100 strati, garantendo diagnosi rapide e molto più precise. Una situazione deficitaria – continua Amati – si registra anche negli ospedali di comunità, privi di medici in sede: persino per un semplice trasferimento interno di pazienti si ricorre a equipaggi volontari provenienti da lontano, con aggravio di costi e rischi per la sicurezza di chi opera di notte e in condizioni difficili”.
“Le soluzioni sono chiare – tuona la candidata di Fratelli d’Italia -: ritorno alle Usl provinciali con comitati di gestione; ripristino dei piccoli ospedali con funzioni specifiche; trasformazione degli ospedali di comunità in strutture a bassa intensità con assistenza medica continua; riorganizzazione del 118; potenziamento dell’ospedalizzazione domiciliare; maggiore diversificazione delle indennità per i medici in base alle specializzazioni; creazione di pronto soccorsi geriatrici e sviluppo di una geriatria di base. Si tratta di misure concrete e necessarie per restituire dignità al diritto alla salute in Toscana”.
“La sanità nelle aree interne non può essere considerata di serie B, per questo mi impegnerò affinché i cittadini della Maremma e dell’Amiata abbiano la stessa qualità di cure che spetta a ogni toscano”, conclude Guendalina Amati.

