Scarlino (Grosseto). Il documentario “La teleferica” nasce dalla volontà di ripercorrere un viaggio nelle Colline Metallifere per raccontare, attraverso i testimoni del tempo, la storia delle miniere della Montecatini da una prospettiva storica, sociale, economica e antropologica, rivolgendo una particolare attenzione allo sguardo femminile. E questo viaggio avviene seguendo il tracciato della storica teleferica che collegava la miniera di Boccheggiano, nel comune di Montieri, al mare di Portiglioni, nel Comune di Scarlino.
Dopo l’anteprima nel mese di giugno a Massa Marittima nell’ambito della rassegna “Maremma Novecento”, “La teleferica” ha preso il via con un tour di proiezioni nei luoghi toccati dal racconto, coinvolgendo i paesi, le persone e le storie che hanno contribuito a costruire questo lavoro corale. La seconda tappa ha visto la proiezione a Boccheggiano e giovedì prossimo sarà la volta di Scarlino.
A guidare il progetto sono due autori uniti da legami personali con il mondo della miniera: Maurizio Orlandi, di origini gavorranesi, insegnante di scuola secondaria di primo grado, da anni attivo nel documentario sociale e già vincitore del Festival del cinema Glocal di Torino con “La piccola Russia”, e Romina Zago, massetana, insegnante di scuola secondaria di secondo grado e fotografa, nipote di minatori, che ha firmato il soggetto del film insieme ad Orlandi e ne è anche voce narrante.
Il documentario è prodotto da Filmika Opificio dell’immagine con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte.
La colonna sonora originale è a firma dei musicisti maremmani Dario Canal e Gabriele Bernabò, la fotografia di Federico Santini e Enrico Giovannone al montaggio.
Capofila del progetto è la Fondazione Bianciardi di Grosseto e tra i partner del progetto vi sono il Parco nazionale delle Colline Metallifere e i Comuni di Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Roccastrada e Scarlino.
Una narrazione visiva che tocca le corde della storia, dell’identità e della memoria collettiva, restituendo dignità e centralità a un passato che ha modellato il presente del territorio. Un invito alla partecipazione, al racconto condiviso e alla cura della propria eredità culturale, rivolto anche alle più giovani generazioni.

