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“IntroSpettro”: le opere di Violino Mantieco in mostra

L'inaugurazione è in programma il 2 agosto

di Redazione
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Orbetello (Grosseto). Dal 2 al 17 agosto, la polveriera Guzman di Orbetello ospita “IntroSpettro”, mostra personale di Violino Mantieco (nato nel 1977).

In mostra circa 30 opere – tele su fibra di poliestere bruciate, tavole in cartone inciso, lavori su supporti assemblati – che dialogano con l’installazione site-specific dedicata alla performance “Merisma dell’uno/50”.

Violino Mantieco è il nome d’arte dell’orbetellano doc Emiliano Convito, nato cresciuto sul territorio lagunare, che, dal 2021, è stato protagonista di una decina di esposizioni, tra cui ArteSpazioTempo (Venezia), Galleria Angelica (Roma) e Cam (Casoria). Emiliano ha scelto di restare a vivere in Maremma, protagonista della sua arte che fa del ritmo dilatato e dell’identità sospesa di questo territorio una riserva silenziosa di materia poetica. 

Il suo atelier ad Albinia sorge su una soglia concreta e immaginaria: da un lato il tessuto abitato, dall’altro l’orizzonte rarefatto. È su quel margine che le forme prendono corpo: «”IntroSpettro” – spiega il curatore della mostra Andrea Carmeni si compone di trenta opere su cartone e fibre sintetiche, bruciate, lacerate, entrano in risonanza con gli spazi dell’antica polveriera. Cuore dell’esposizione è l’evento di sottrazione libera da parte dei visitatori. Un’installazione site-specific di 22 metri accoglie il risultato della performance “Merisma dell’uno/50” composta da 50 elementi unici, numerati e firmati. I visitatori, durante il vernissage del 2 agosto alle 19, potranno sottrarre ed appropriarsi liberamente di un’opera. L’atto di sottrazione conclude il ciclo di questo lavoro, lasciando il vuoto come traccia definitiva».

«L’arte di Mantieco – prosegue Carmeni nasce da gesti ripetitivi, volti a sondare il confine tra ordine e disgregazione e indaga il confine mobile fra controllo e deriva. Vernici spray e colature aprono la scena cromatica; lame, punteruoli e strappi scolpiscono superfici dove il controllo si consuma in un’ossessione metodica, rivelando fratture e lacerazioni. Il risultato, che la critica accosta al post-vandalism, su confini volutamente permeabili, è una cartografia di ferite e assenze dove progetto e accidente convivono».

«Siamo molto orgogliosi del successo di Emiliano – commenta l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Orbetello, Maddalena Ottaliil cui genio artistico si esprime celebrando il nostro territorio. Tra i tanti artisti che le nostre sale espositive hanno ospitato grazie alle pregevoli iniziative di Corrente Alternata, Violino Mantieco è un talento che nasce qui e qui continua a esprimersi con successo e una prolifica attività. Ringrazio tutti gli attori che hanno reso possibile questa bellissima esposizione che, come sempre, abbiamo supportato con entusiasmo e convinzione. Un ringraziamento speciale va a Emiliano che ha messo la sua arte gratuitamente a disposizione della sua comunità e dei tanti turisti che, in questo periodo, hanno scelto Orbetello per trascorrere le vacanze».

«La valorizzazione della Maremma – aggiunge in conclusione Filippo Muneghina, presidente dell’associazione Corrente Alternata – passa anche dalla valorizzazione degli artisti presenti sul territorio, soprattutto se riconosciuti a livello internazionale. Violino Mantieco, con il suo post vandalismo, racconta il periodo storico/artistico che stiamo attraversando: il suo genere racconta la decadenza umana e personale di ognuno di noi. L’artista, nato in Maremma, ha scelto di rimanere sul territorio e, oltre al valore aggiunto, ha investito sui suoi concittadini, dando loro la possibilità di appropriarsi di una sua opera diffondendo non solo arte ma anche ricchezza». 

Controllo / deriva / ritualità reiterata

La pratica di Mantieco nasce da gesti ripetitivi, volti a sondare il confine tra ordine e disgregazione. Vernice spray, colature acriliche, incisioni e strappi scolpiscono superfici dove il controllo si consuma in un’ossessione metodica, rivelando fratture e lacerazioni come epifanie formali. Espressioni che indagano nel Post-Vandalism.

Il progetto si colloca nell’orizzonte del Post Vandalism, ma su confini intenzionalmente permeabili.

Focus principale | Vernissage e sottrazione progressiva

Sabato 2 agosto, alle 19.00, l’opera “Merisma dell’uno/50”, composta da cinquanta strati di cartone, frutto di una performance di un’unica sessione di 1 ora e 39 minuti, sarà disposta su una linea di 22 metri. L’installazione diventerà teatro di un’azione partecipativa di sottrazione libera: i visitatori potranno sottrarre e appropriarsi liberamente dei cinquanta elementi che la compongono, lasciando così emergere il vuoto e lasciando, al termine, la traccia fisica dell’assenza.

(Extra) Pre-esistenze nel Magazzino delle Polveri

I lavori di Violino Mantieco dialogano con un raro frammento di affresco di II stile pompeiano (ca. 109 × 295 cm) proveniente dalla villa romana di Settefinestre (I sec. a.C.), restaurato dal Fai: un fondale architettonico in vivaci rossi cinabro, ocra dorati e velature verdi, testimonianza di grande pregio della pittura parietale tirrenica.

La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 17 agosto, tutti i giorni, dalle 18 alle 23.

L’inaugurazione, alla presenza dell’artista, è in programma il 2 agosto alle 19.

Curatore: Andrea Carmeni

Organizzazione: associazione Corrente Alternata (Asia Sforza, Andrea Giacchetti, Filippo Muneghina)

Patrocinio: Comune di Orbetello

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