Gavorrano (Grosseto). Il Comune di Gavorrano ha organizzato, nella prestigiosa struttura della miniera di Ravi Marchi, la mostra di arte figurativa “Donne in miniera” dell’artista Massimo Bertocci.
La mostra
Per il secondo anno consecutivo l’arte contemporanea torna protagonista nell’impianto minerario mantenendo un costante rapporto tra passato e presente, tra memoria e realtà.
Attraverso questa sua esposizione, Bertocci racconta la storia di tante comunità del territorio, dalle Colline Metallifere fino all’Amiata, che hanno vissuto un lungo periodo strettamente unito alle attività minerarie.
Le sue opere rappresentano uno spaccato della vita dei paesi tra gli inizi del Novecento e gli anni Cinquanta e si legano profondamente al mondo femminile e allo stretto rapporto intercorso tra le donne e le miniere come lavoratrici, come familiari dei minatori, come coloro che hanno sostenuto gli uomini nella vita quotidiana e anche durante le lotte e le rivendicazioni.
Quello di Massimo è in particolare un omaggio alle “cernitrici”, le donne addette alla cernita cioè alla scelta del minerale, figure fondamentali nel ciclo di lavorazione, delle quali si è quasi completamente persa la memoria.
L’opera “Il vagonetto” rappresenta idealmente il lavoro nella miniera di lignite di Ribolla e narra la storia di una miniera “difficile” e dei molteplici incidenti sul lavoro che si sono susseguiti nel tempo fino alla tragedia del 1954.
“La laveria” riproduce la cernita della miniera di pirite di Gavorrano, dove erano impiegate molte lavoratrici che a mani nude e in condizioni di lavoro piuttosto precarie sceglievano il minerale.
Entrambi i lavori sono stati progettati come parte integrante della scenografia per lo spettacolo teatrale “Priama Agus una donna di miniera” della scrittrice e, in questo caso regista, Francesca Falciani. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo libro, mette in risalto la figura di una giovane donna emigrata dalla Sardegna e impiegata prima come cernitrice e poi come addetta al servizio mensa nella miniera Montecatini di Gavorrano.
Per queste opere l’artista ha impiegato molteplici materiali: cartapesta, cartone da imballaggio, listelli di legno, tela da biancheria, rete e ferro, utilizzando in gran parte prodotti da riciclo assemblati modellati e dipinti.
Massimo Bertocci è un artista poliedrico, presepista, modellatore, disegnatore che da anni lavora nel campo del modellismo con una produzione pertinente e raffinata. Otto dei suoi innumerevoli plastici sono stati acquisiti e sono in esposizione permanente presso prestigiosi musei nazionali.
Ricordiamo tra gli altri, in ambiti museali vicini, il plastico ferroviario esposto al Magma di Follonica e i plastici della miniera di Gavorrano e della miniera del Merse esposti al Museo in Galleria e al Geomet di Gavorrano.
La mostra resterà aperta nei mesi di luglio e agosto durante gli eventi e gli spettacoli programmati dal Comune di Gavorrano nella struttura della miniera Ravi Marchi.

