Montepescali (Grosseto). Un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze permetterà la ristrutturazione del Museo “Ildebrando Imberciadori” di Montepescali.
Realizzato dall’allora presidente degli Usi Civici Giotto Minucci, lo spazio espositivo che custodisce importanti reperti della storia locale, del borgo medievale e del piano sottostante era chiuso da circa dieci anni.
“Abbiamo partecipato al bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – ha affermato durante l’assemblea degli Usi Civici il presidente Roberto Spadi – con l’obiettivo di effettuare quegli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione che permettano di adeguare gli spazi alle normative vigenti e permetterci di riaprire. Abbiamo ottenuto un finanziamento di quarantottomila euro che copre l’ottanta per cento del totale dei lavori, in pratica la parte strutturale. Lanceremo una raccolta fondi di crowdfunding e ci rivolgeremo a sponsor privati, oltre che ad impegnare qualche risorsa interna, per gli allestimenti successivi. Nel frattempo, abbiamo coinvolto le associazioni del territorio per un contributo di idee su quello che dovrà essere il futuro del Museo”.
L’assemblea
All’assemblea sono stati invitati il consigliere di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Carlo Vellutini, e il progettista Giovanni Tombari.
“Si tratta di un progetto di grande impatto per Montepescali, Braccagni e tutto il territorio degli Usi Civici – afferma Vellutini -. Oltre ad essere un luogo conservativo, gli Usi Civici hanno pensato di rendere il museo uno spazio attivo, tanto che il coinvolgimento delle associazioni del territorio su cui gli Usi Civici insistono, cioè i due paesi, quello medievale e quello moderno, è stato molto apprezzato, visto che la creazione di reti di soggetti è per noi fondamentale. Investire in cultura per noi vuol dire aiutare la crescita di tutto il territorio su cui il museo insiste”.
Un museo aperto ai locali, alle scolaresche ed ai turisti. Questo è quello pensato dagli Usi Civici, che tra i cimeli e i documenti più preziosi annovera il grande orologio rubato a Montepescali e che Giotto Minucci ritrovò a Ginevra.
“Servirà l’impegno di tutti – conclude il presidente Spadi -. Una volta ristrutturato il Museo dovrà essere tenuto aperto e l’aiuto delle associazioni e dei cittadini è fondamentale. I lavori dureranno alcuni mesi, per il dopo siamo pronti a partecipare ad altri bandi della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze dedicati agli spazi espositivi, ma anche di enti pubblici, come la Regione Toscana”.

